
Redazione RHC : 20 Novembre 2021 15:39
Come ogni informazione che può essere ritenuta preziosa online, dopo un breve periodo nel quale viene tenuta segreta, venduta e abusata, inizia una vasta diffusione perduto il concetto di prezzo passando alla condivisione massiva attraverso le “collection” dei dati.
E se i canali Telegram vengono banditi, ci sono sempre i “vecchi canali” di comunicazione e di distribuzione dei contenuti che vengono in aiuto, come il vecchi modello P2P, come la rete KAD Emule, dove diversi anni fa (ma ancora oggi), molte persone hanno fatto incetta di “collection” di mp3.
Facendo una ricerca mirata come “green pass ita”, è possibile trovare una infinità di archivi che contengono centinaia se non migliaia di green pass italiani in formato di raccolta.
RHC ha provato a verificare, scaricando alcuni di questi file contenuti all’interno degli archivi RAR e ZIP scaricandoli da Emule.
In effetti aprendo l’archivio ospitato nella rete P2P, sono presenti 700 file in formato PDF che riportano dei green pass di persone italiane.
Andandone ad aprire qualcuno di questi a campione, risultano identici a quelli rilasciati dal ministero della salute. Abbiamo quindi provato ad estrarli attraverso dei servizi online che permettono di leggere gli attributi dei file green pass.
Andando ad aprire il QR code, possiamo ottenere i dati interni del certificato vaccinale scoprendo che sono stati emessi in Italia, dal Ministero della salute, pertanto sono green pass a tutti gli effetti reali.
Ne abbiamo provati 5 dei 700 e tutti sono stati emessi come “Country Vaccination” da IT pertanto siamo di fronte ad una raccolta di green pass di persone reali.
Inoltre, per scrupolo, abbiamo analizzato le date di nascita da altri data lake come quelli di Facebook, e la data di nascita delle persone, su 2 casi dei 5 è risultata coincidente.
A questo punto occorre comprendere la fonte della fuoriuscita di queste informazioni, anche se in effetti all’interno di Emule si iniziano a vedere molte di queste “collection” di dati, che contengono quantità enormi di green-pass.
Ovviamente se i controlli che vengono svolti sono così blandi come stiamo vedendo negli ultimi periodi all’ingresso ai locali, alle aziende o alle strutture in generale, sicuramente molti persone potranno utilizzare questi pass per impersonare una persona.
Redazione
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