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Minacce nei log cloud? Scopri come il SOC può distinguerle prima che esplodano

Minacce nei log cloud? Scopri come il SOC può distinguerle prima che esplodano

7 Febbraio 2026 16:48

Hai presente quando nel cloud arriva un’ondata di allarmi e non sai se è solo rumore o un attacco in corso?

Eh, succede spesso perché i sistemi di alerting – quelli che dovrebbero aiutarti – a volte indistinguono l’attività normale da quella dannosa. Questa ricerca ti porta dentro un approccio nuovo, pensato proprio per affrontare quel caos di segnali che ti ritrovi nei log cloud.

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L’idea è semplice ma potente: non guardare gli alert uno ad uno, bensì leggerli come pattern connessi, in grado di dire “ah, qui c’è qualcosa che somiglia a un’attività di un gruppo di minaccia specifico”. Questo permette di passare da una reazione confusa a un’azione mirata, proprio dove serve.

Analizzare le tendenze negli alert cloud

Il cuore della ricerca è mettere in relazione gli alert cloud con le tecniche MITRE ATT&CK associate a gruppi di attacco noti. In pratica, si osservano gli eventi che scattano nei sistemi di monitoraggio e si prova a capire se formano un “modello” riconducibile alle tattiche di un gruppo di minaccia. Questo è un passo avanti rispetto al semplice conteggio di allarmi.

I ricercatori hanno concentrato questa analisi su due gruppi noti: uno è Muddled Libra, un gruppo di cybercrime che usa tecniche di social engineering e strumenti specifici per penetrare le infrastrutture cloud, l’altro è Silk Typhoon, un gruppo con legami statali con capacità offensive complesse.

Così facendo, si può tracciare il “profilo” di come ciascun gruppo tende a far scattare certi tipi di alert, e quindi distinguere – ad esempio – un comportamento tipico di un ransomware da uno di una campagna di spionaggio.

Cosa significa per la sicurezza quotidiana

Avere una correlazione così specifica tra alert e tattiche non è un vezzo accademico: significa che puoi, smettere di scrollare allarmi a caso e iniziare a rispondere a quelli che veramente indicano che qualcuno sta usando tecniche conosciute per aggirare le difese.

Per un team SOC medio, questo cambia la prospettiva. Invece di inseguire ogni singolo trigger, puoi valutare se la combinazione di eventi suggerisce l’azione di un attore che conosci già, e quindi ottimizzare le tue contromisure.

La tecnica, se validata, apre anche la porta a strumenti automatici che possano riconoscere e bloccare questi pattern prima che si traducano in compromissioni tangibili. E sì, questo è esattamente il salto di qualità che tanti team IT stanno cercando.

Nel lavoro di Palo Alto Networks la correlazione tra alert cloud e tattiche MITRE è al centro della proposta per migliorare la visibilità delle operazioni malevole nei log.

Per la community di Red Hot Cyber Capire pattern e non solo singoli alert è fondamentale per anticipare la mossa dei gruppi di minaccia; questo approccio spinge a pensare in termini di tattiche e tecniche, non solo di segnali isolati, e può davvero migliorare l’efficacia di chi si occupa di difesa cloud.



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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance