Come abbiamo riportato questa mattina, diversi cavi sottomarini nel Mar Rosso sono stati recisi, provocando ritardi nell’accesso a Internet e interruzioni dei servizi in Asia e Medio Oriente. Microsoft ha dichiarato che il servizio cloud Azure di Microsoft ha subito un impatto significativo, con rallentamenti nella trasmissione dei dati tra Asia ed Europa attraverso il Medio Oriente.
Come sappiamo, il Mar Rosso rappresenta un nodo cruciale per le comunicazioni globali, collegando Europa, Africa e Asia, e ospita cavi sottomarini strategici come SEA-ME-WE-3 e AAE-1. Questi cavi gestiscono il 99% della trasmissione dati internazionale, e il loro danneggiamento ha conseguenze dirette sulle comunicazioni digitali tra i tre continenti.
Il blocco dei cavi sottomarini
NetBlocks, che monitora l’accesso a Internet, ha affermato che “una serie di interruzioni dei cavi sottomarini nel Mar Rosso hanno interrotto la connettività Internet in diversi paesi”, tra cui India e Pakistan.
Advertising
Il cavo Sud-est asiatico-Medio Oriente-Europa occidentale (SEAME-4) è gestito da Tata Communications, parte di un conglomerato indiano, mentre il cavo India-Medio Oriente-Europa occidentale (IMWE) è gestito da un altro consorzio supervisionato da Alcatel-Lucent.
Huthi o un disservizio accidentale?
Anche persone hanno iniziato a preoccuparsi che il gruppo armato ribelle yemenita “Movimento della Gioventù” (Huthi), oltre ad attaccare le navi mercantili che attraversavano la regione del Mar Rosso, avesse preso di mira anche i cavi sottomarini del Mar Rosso per fare pressione su Israele affinché ponesse fine alle sue operazioni militari nella regione. Gli Houthi continuano a minacciare frequentemente la sicurezza del Mar Rosso. All’inizio del 2024, il governo yemenita ha accusato il gruppo di pianificare attacchi contro i cavi sottomarini nel Mar Rosso. Diversi cavi sono stati successivamente recisi, ma gli Houthi all’epoca hanno negato ogni responsabilità.
Secondo alcune indiscrezioni, gli utenti degli operatori di telecomunicazioni statali degli Emirati Arabi Uniti si sarebbero lamentati della minore velocità di Internet. Microsoft ha attuato misure per ridistribuire il traffico di rete e ottimizzare i percorsi, ma la riparazione dei cavi richiede imbarcazioni specializzate e può durare settimane o mesi. Al momento, la causa del distacco è sconosciuta, anche se incidenti simili in passato sono stati attribuiti a operazioni navali, fenomeni geologici o errori umani. L’episodio ha riacceso preoccupazioni sulla vulnerabilità delle infrastrutture digitali.
Gli analisti evidenziano che, in un mondo sempre più digitale, interruzioni di questo tipo influenzano in maniera significativa i servizi di rete intercontinentali e le piattaforme cloud. L’evento sottolinea la necessità per governi e aziende di rafforzare backup e percorsi alternativi dei dati per evitare interruzioni diffuse.
Microsoft ha confermato che i dati che normalmente transitano attraverso il Medio Oriente potrebbero subire maggiore latenza, mentre il traffico non collegato a questa regione non è stato influenzato. Azure ha reindirizzato i servizi attraverso percorsi alternativi, garantendo la continuità del traffico dati.
Advertising
Microsoft e l’Unità 8200 israeliana sulla striscia di Gaza
In parallelo, un rapporto ha rivelato una collaborazione tra Microsoft e l’Unità 8200 israeliana per monitorare e archiviare tutte le telefonate provenienti dalla Striscia di Gaza e dalla Cisgiordania. Il progetto sfrutta la tecnologia cloud di Azure e rappresenta uno dei più grandi programmi di sorveglianza al mondo.
Secondo il rapporto, il CEO Satya Nadella ha permesso all’Unità 8200 di accedere a una sezione dedicata di Azure per archiviare, monitorare e analizzare le telefonate, con utilizzo diretto nelle operazioni militari israeliane. Sebbene l’esercito israeliano controlli le comunicazioni nella regione, la partnership con Microsoft consente la registrazione quotidiana delle chiamate civili e militari.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.