TLP: AMBER Analista:Agostino Pellegrino, Crescenzo Cuoppolo, Alessio Bandini Data ultima revisione: 2025-06-24
Questo report tecnico forense documenta l’analisi completa di un infostealer multi-stadio veicolato tramite un loader fileless in Python, identificato con la sigla “AP”. L’intera catena di infezione è eseguita in memoria e sfrutta servizi legittimi pubblici (Telegram, is.gd, paste.rs) per evitare la rilevazione e semplificare l’aggiornamento remoto del payload.
Il file iniziale, denominato Photos, contiene un dropper che esegue dinamicamente un secondo stadio offuscato, il quale a sua volta decodifica ed esegue in memoria un infostealer capace di esfiltrare informazioni sensibili da browser Chromium.
title: Python Fileless Loader via Telegram and is.gd
logsource:
category: process_creation
product: windows
detection:
selection:
Image: '*\python.exe'
CommandLine|contains:
- requests.get(
- exec(
- t.me/
- is.gd/
condition: selection
level: high
description: Rileva dropper Python fileless con payload remote
YARA Rule
rule Fileless_Telegram_Loader {
meta:
description = "Rileva loader fileless basato su Telegram + is.gd"
author = "Agostino Pellegrino (apinfosec.com)"
version = "1.1"
date = "2025-06-24"
strings:
$a = "exec(requests.get(" ascii
$b = "https://t.me/" ascii
$c = "https://is.gd/" ascii
$d = "og:description" ascii
condition:
all of them and filesize < 500KB
}
Raccomandazioni
Isolare ambienti Python non gestiti
Bloccare traffico a t.me, is.gd, paste.rs ove non necessario
Attivare logging avanzato su processi RAM-residenti
Applicare detection YARA e Sigma in EDR/SIEM
Segnalare a CSIRT nazionale
Conclusioni
L’analisi tecnica condotta ha evidenziato l’elevato livello di sofisticazione dell’infostealer “AP”, capace di operare completamente in memoria, eludendo gran parte dei meccanismi di rilevamento tradizionali. La catena d’infezione multi-stadio utilizza un dropper fileless scritto in Python e sfrutta servizi pubblici legittimi — come Telegram, is.gd e paste.rs — per veicolare, aggiornare e rendere dinamico il payload finale.
Il secondo stadio, fortemente offuscato, culmina nell’esecuzione di un infostealer con capacità avanzate di esfiltrazione dati da browser Chromium-based, comprese credenziali salvate, cookie, cronologia e informazioni sensibili.
L’uso creativo e malevolo di meccanismi comuni (come i meta tag HTML, URL accorciati e servizi di messaggistica) rende questa minaccia particolarmente insidiosa, dimostrando una crescente tendenza all’abuso di infrastrutture legittime per finalità illecite.
Le tecniche MITRE ATT&CK individuate confermano il comportamento stealth e modulare del malware. L’adozione di meccanismi di rilevazione specifici, come regole Sigma e YARA personalizzate, è fondamentale per mitigare efficacemente questa minaccia. Inoltre, l’implementazione di policy restrittive e il monitoraggio continuo degli ambienti Python non gestiti rappresentano misure difensive prioritarie.
Questo caso studio rappresenta un chiaro esempio dell’evoluzione dei moderni infostealer verso architetture completamente fileless, con capacità di persistenza e aggiornamento che richiedono una risposta difensiva altrettanto dinamica e proattiva.
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CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
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