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Nvidia rappresentanti esaminano hardware avanzato in data center asiatico con mappe di Taiwan, Malaysia, Singapore e Cina, enfatizzando misure di sicurezza e controllo.

Nvidia riduce drasticamente chip AI in Asia: solo il 49% delle aziende autorizzate restano nella lista

24 Luglio 2026 23:23
In sintesi

Nvidia ha ridotto di oltre il 50% l'elenco delle aziende asiatiche autorizzate ad acquistare i suoi prodotti avanzati per l'intelligenza artificiale. La decisione è mira a limitare il contrabbando di chip AI verso la Cina. Le società escluse possono ripresentarsi per un nuovo audit con requisiti più stringenti, sotto pressione del governo statunitense.

Gli scandali che hanno coinvolto uno dei fondatori di Supermicro stanno influenzando la politica di asportazione degli Stati Uniti in Asia dei chip di accelerazione Nvidia.

Come riportava a maggio il il Financial Times, Nvidia ha ridotto di oltre il 50% l’elenco delle aziende asiatiche autorizzate ad acquistare i suoi prodotti avanzati per l’intelligenza artificiale. L’obiettivo è limitare i canali di approvvigionamento illegale di chip AI verso la Cina.

Le società escluse dalla lista possono ripresentarsi per un nuovo audit, ma dovranno soddisfare requisiti più stringenti.

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Molte delle aziende colpite operano nel settore neocloud, ovvero giovani fornitori di servizi cloud. Secondo le fonti, Nvidia ha dovuto rafforzare i controlli sotto pressione del governo statunitense.

La società sta inviando dei propri rappresentanti nei data center dove verranno installati i server acquistati per approfondisce le verifiche sui clienti finali. Queste procedure sono condotte con il supporto del Dipartimento del Commercio USA. Oltre al filtro documentale, è stato intensificato l’audit sul campo per monitorare l’uso effettivo dei dispositivi.

I recenti casi legali che coinvolgono Supermicro suggeriscono che hardware americano soggetto a restrizioni potrebbe essere entrato in Cina passando attraverso Taiwan, Malesia e Singapore.

Secondo le fonti, il mercato cinese sta risentendo di una carenza di chip Nvidia. D’altra parte, Pechino promuove soluzioni locali per ridurre la dipendenza da fornitori stranieri.

Le grandi aziende cinesi non sono ancora riuscite ad ottenere l’autorizzazione a importare gli acceleratori H200 di Nvidia, nonostante le aperture degli USA.

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Il governo cinese ha fissato l’obiettivo di triplicare entro fine anno la produzione nazionale di semiconduttori, ma i produttori locali devono affrontare difficoltà nell’accesso alle tecnologie estere.

Secondo gli operatori del settore tech cinese, la situazione sta alimentando una domanda senza precedenti per acceleratori di fabbricazione locale, anche per prodotti precedentemente poco richiesti.

La Cina sta investendo molto nella realizzazione dei propri acceleratori che consentano attività di inferenza e apprendimento per l’intelligenza artificiale. Questi prodotti seppur ad oggi meno efficaci dei migliori acceleratori NVIDIA, stanno recuperando terreno anche grazie a questo blocco di sanzioni generato dagli Stati Uniti. Sicuramente a breve inizieranno a far parlare di loro, magari assieme a dei modelli di intelligenza artificiale d’avanguardia openweight, che gireranno sulla loro gpu.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance