Nel corso di un’operazione internazionale coordinata, denominata “Operation Checkmate”, le forze dell’ordine hanno sferrato un duro colpo al gruppo ransomware BlackSuit (qua il link onion che è finito tra le mani delle forze dell’ordine), sequestrando i loro Data Leak Site (DLS). Questa azione mirata è stata condotta per contrastare gli attacchi che negli ultimi anni hanno preso di mira e violato le reti di centinaia di organizzazioni a livello globale.
Il Dipartimento di Giustizia degli Stati Uniti ha confermato il sequestro dei domini BlackSuit, con i siti web .onion che sono stati sostituiti da un banner che annunciava la chiusura da parte delle autorità, sottolineando l’ampiezza dell’indagine coordinata a livello internazionale. Tra i siti sequestrati figurano blog per la fuga di dati e piattaforme di negoziazione utilizzate per estorcere denaro alle vittime.
Le Forze Coinvolte L’operazione ha visto una vasta collaborazione tra diverse agenzie di sicurezza e forze dell’ordine a livello mondiale. Tra i partecipanti chiave si annoverano:
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U.S. Homeland Security Investigations
U.S. Secret Service
IRS: Criminal Investigation
Department of Justice (DOJ)
FBI
Europol
Landeskriminalamt Niedersachsen (Polizia criminale dello Stato tedesco)
National Crime Agency (NCA) del Regno Unito
North West Regional Organised Crime Unit (NWROCU)
Polizia Nazionale Olandese
Polizia Cyber Ucraina
Lietuvos Kriminalinės Policijos Biuras (Ufficio di Polizia Criminale Lituano)
L’operazione ransomware BlackSuit è emersa tra aprile e maggio 2023. Il gruppo è un’organizzazione estorsiva su più fronti, che crittografa ed esfiltra i dati delle vittime e ospita siti pubblici per la fuga di dati per le vittime che non ottemperano alle loro richieste. Il gruppo era noto per i suoi attacchi significativi contro enti nei settori sanitario e dell’istruzione, oltre ad altri settori critici. BlackSuit è un’operazione privata in quanto non ha affiliati pubblici. I payload di BlackSuit presentano molte somiglianze tecniche con i payload del ransomware Royal , come meccanismi di crittografia e parametri della riga di comando simili.
Sono prese di mira grandi imprese e piccole e medie imprese (PMI), sebbene non sembri esserci alcuna discriminazione specifica in termini di settore o tipo di obiettivo. Analogamente a Royal , sembra che siano escluse le entità della CSI (Comunità degli Stati Indipendenti). Ad oggi, gli attacchi di BlackSuit hanno favorito le aziende operanti nei settori sanitario, dell’istruzione, dell’informatica (IT), governativo, della vendita al dettaglio e manifatturiero.
“Operation Checkmate” rappresenta un altro significativo passo avanti nella lotta globale contro la criminalità informatica, dimostrando l’efficacia della cooperazione internazionale nel disarticolare le reti ransomware e fornire supporto alle vittime.
Negli ultimi mesi, le forze dell’ordine stanno riscuotendo moltissimi successi nelle operazioni contro i gruppi cybercriminali, e questo i criminali informatici lo sanno bene. Non è raro, infatti, trovare nei forum underground discussioni in cui gli stessi attori malevoli commentano le recenti operazioni di polizia, ammettendo che il mestiere sta diventando sempre più rischioso.
Tuttavia, i forti guadagni derivanti dal ransomware continuano a rappresentare una motivazione irresistibile, mantenendo alta l’attenzione dei criminali su questo business: il numero di attacchi subiti dalle aziende e le somme spese per fronteggiarli, infatti, non accennano a diminuire.
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Il Decryptor e il Supporto alle Vittime
Come in altre situazioni analoghe di successo contro i gruppi ransomware, è stato prodotto e reso disponibile un decryptor per consentire alle aziende colpite di recuperare l’accesso ai propri dati e di uscire dalla cifratura. Questo passo cruciale mira a mitigare il danno subito dalle vittime e a supportare le organizzazioni nel ripristino delle proprie operazioni.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
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