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Per dimostrare le capacità del proprio spyware, una azienda ha monitorato i dipendenti della NSA.

Esiste un mercato sotterraneo di broker di dati dedicato alla vendita e all’asta delle informazioni al miglior offerente. È un settore popolato da professionisti che acquistano e vendono dati raccolti con mezzi invasivi anche se legali, spesso da app ficcanaso.

Un nuovo rapporto mostra che una di queste società ha dimostrato quanto possa essere inquietante tutto questo, in quanto ha spiato le agenzie americane per pubblicizzare il proprio prodotto.

L’Intercept and Tech Inquiry riportano che una società di dati della Virginia poco conosciuta chiamata Anomaly Six, o A6, ha mostrato le sue capacità di sorveglianza monitorando i telefoni cellulari utilizzati dai dipendenti della National Security Agency e della Central Intelligence Agency.

Secondo quanto riferito, la società utilizza dati GPS altamente accurati acquistati dalle app mobili informazioni per triangolare quando e dove si trova un utente di telefono in un dato momento.

Questo, insieme ad altri dati raccolti, consente all’azienda di tracciare 3 miliardi di dispositivi in ​​”tempo reale”, suggerisce il materiale di marketing dell’azienda.

Il presunto spyware delle spie americane è stato rivelato durante una demo svelata in un incontro tra A6 e un’altra startup di sorveglianza, Zignal Labs, nota per aver esfiltrato dati sui social media come Twitter.

Le due società erano nel bel mezzo di colloqui su una potenziale partnership e, per impressionare Zignal, il rappresentante di A6, Brendon Clark, avrebbe usato la tecnologia dell’azienda per rintracciare un telefono cellulare dal parcheggio della NSA a una base di addestramento militare nel Medio Est.

Una precedente indagine del Wall Street Journal ha mostrato che A6 aveva incorporato un software di localizzazione in centinaia di app mobili come mezzo per raccogliere dati sulla posizione di milioni di utenti di telefoni.

L’Intercept ha riportato che, secondo i materiali di marketing dell’azienda, sorveglia circa 230 milioni di dispositivi al giorno.