La polizia tailandese afferma di aver scoperto il furgone del truffatore e di aver arrestato il suo autista, un cittadino cinese di 35 anni, per aver utilizzato un dispositivo per inviare messaggi SMS di phishing di massa. Da questo furgone venivano inviati ogni ora più di 100.000 SMS di phishing, indirizzati ai residenti di Bangkok.
È stato riferito che il dispositivo, che aveva una portata di circa tre chilometri, poteva inviare messaggi ad una velocità di 100.000 ogni ora. Secondo gli investigatori, in tre giorni i truffatori hanno inviato quasi 1.000.000 di messaggi SMS che dicevano: “I tuoi 9.268 punti stanno per scadere! Affrettati ad approfittare subito del regalo.”
Questi messaggi contenevano un collegamento a un sito di phishing con la stringa “aisthailand” nel nome, ovvero la risorsa veniva spacciata per il sito di Advanced Info Service (AIS), il più grande operatore di telefonia mobile in Thailandia.
Advertising
Gli utenti che cliccavano su un link di phishingvenivano indirizzati ad una pagina dove venivano richiesti i dati della carta bancaria. Alla fine questi dati finivano nelle mani dell’aggressore utilizzati per effettuare transazioni non autorizzate in altri paesi.
Secondo quanto riferito, gli esperti dell’AIS hanno aiutato la polizia a localizzare il dispositivo SMS in blocco. Tuttavia, l’operatore delle telecomunicazioni non ha rivelato alcun dettaglio su come ciò sia stato fatto esattamente. I membri del gruppo fraudolento, alcuni dei quali si trovavano in Tailandia e altri in altri paesi, hanno coordinato le loro azioni attraverso i canali chiusi di Telegram, dove hanno anche scambiato i testi per gli SMS fraudolenti da inviare.
Oltre al già arrestato conducente del furgone, che conteneva apparecchiature per l’invio di messaggi di massa, la polizia sta cercando almeno altri due componenti del gruppo. Tali attacchi sono possibili a causa delle vulnerabilità note da tempo negli standard di comunicazione mobile. Di conseguenza, i dispositivi collegati a una fake Base Station possono ricevere quasi immediatamente un messaggio SMS di phishing.
Gli emulatori di stazioni radio base attraverso i quali le connessioni vengono solitamente intercettate vengono chiamati IMSI-catcher o Stingray. Essenzialmente, si tratta di un dispositivo che si maschera da torre cellulare, costringendo i dispositivi nel raggio d’azione a connettersi ad essa. Gli IMSI catcher vengono spesso utilizzati dalle stesse forze dell’ordine per triangolare i dispositivi bersaglio e talvolta per intercettare le loro comunicazioni.
Si noti che un incidente simile si è verificato nel dicembre 2022, quando la polizia francese ha scoperto un IMSI catcher che una donna stava portando in giro per Parigi. Il dispositivo è stato utilizzato per diffondere messaggi che incoraggiavano i parigini a condividere i propri dati personali su un falso sito di assicurazione sanitaria. Come si è scoperto in seguito, il dispositivo è stato trasportato in giro per la città su una vecchia ambulanza.
Advertising
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Appassionato di tecnologia da sempre. Lavoro nel campo dell’informatica da oltre 15 anni. Ho particolare esperienza in ambito Firewall e Networking e mi occupo quotidianamente di Network Design e Architetture IT. Attualmente ricopro il ruolo di Senior IT Engineer e PM per un’azienda di Consulenza e Servizi IT.
Aree di competenza:Firewall, Networking, Network Design, Architetture IT, Servizi IT
Betti RHC, la prima graphic novel al mondo dedicata alla cybersecurity awareness, ha finalmente il suo sito ufficiale. Uno spazio tutto suo dove scoprire il progetto, sfogliare le copertine degli episodi e immergersi nel mondo di Betti: la giovane laureanda in informatica che, dopo la morte misteriosa del padre, si trasforma nell'hacker più potente del mondo. Una storia avvincente che, episodio dopo episodio, affronta una minaccia digitale diversa — dal phishing al ransomware, fino al cyberbullismo — e insegna a riconoscerla e a difendersi, senza che sembri mai una lezione.
Sul sito trovate tutto ciò che rende Betti un progetto diverso dal solito: la sua filosofia, le anteprime delle tavole e il racconto di come nasce ogni volume. Perché dietro Betti RHC c'è solo lavoro umano: ogni tavola è disegnata interamente a mano dagli artisti del Gruppo Arte di Red Hot Cyber, senza alcun uso di intelligenza artificiale. E a garantire che ogni storia sia realistica e tecnicamente corretta c'è la supervisione degli hacker etici del gruppo HackerHood, che mantengono il racconto fedele al mondo reale della sicurezza informatica.
C'è spazio anche per le aziende, che possono usare Betti come strumento di awareness diverso dai soliti corsi: acquistare i volumi, personalizzarli con il proprio brand o sponsorizzare nuovi episodi. E come primo regalo, l'episodio "Byte the Silence", dedicato al cyberbullismo, è scaricabile gratuitamente per uso personale.