Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
970x20 Itcentric
Banner Ransomfeed 320x100 1
Phishing NoiPA: analisi tecnica di una truffa che sfrutta aumenti e arretrati

Phishing NoiPA: analisi tecnica di una truffa che sfrutta aumenti e arretrati

22 Dicembre 2025 14:09

Salve.”

Non “Gentile”, non “Spettabile”, non nome e cognome.
Solo “Salve.”

A leggerla così, fa quasi tenerezza.


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

Sembra l’inizio di una mail scritta di corsa, magari riciclata da un modello vecchio, senza nemmeno lo sforzo di una personalizzazione. C’è il logo giusto, c’è un titolo burocratico abbastanza vago, c’è quel tono da comunicazione di sistema che abbiamo imparato a riconoscere – e a ignorare.

E infatti il primo istinto, per chi è un minimo smaliziato, è questo: “Ma dai.”

Ed è proprio qui che conviene fermarsi.

Perché se viene da ridere, se si giudica per quanto è scritta male, si sta facendo esattamente quello che questa email si aspetta.

Una mail di phishing non deve essere elegante né credibile al cento per cento.
Spesso deve essere solo sufficientemente compatibile con ciò che ci si aspetta di ricevere in quel momento.

Da qui in poi, non ha più senso parlare di stile.
Ha senso parlare di funzione.

Una truffa vecchia che sfrutta un contesto nuovo

Questa non è una truffa nuova. È uno schema già visto, che continua a funzionare perché viene riattivato nel momento giusto.

Negli ultimi mesi, complice il tema degli aumenti e degli arretrati NoiPA, è tornata a circolare questa campagna di phishing che ripropone modelli noti, con variazioni minime nel lessico e nei riferimenti temporali. Non introduce tecniche innovative né soluzioni sofisticate: sfrutta un’aspettativa reale, quella di ricevere una comunicazione ufficiale legata a eventi economici concreti e ampiamente discussi.

Il punto di forza dell’attacco è tutto qui.
L’aggancio a elementi reali e verificabili – aumenti, arretrati, emissioni straordinarie – elimina la necessità di costruire una narrazione articolata. Il destinatario non deve chiedersi se quella comunicazione possa esistere, ma solo se sia arrivata nel modo corretto.

Per questo l’interesse del caso non sta nella truffa in sé, che è nota e ciclica, ma nella sua sincronizzazione con il contesto. È una dinamica ricorrente: ogni volta che un evento reale rende plausibile l’azione richiesta, lo schema torna a funzionare.

Ed è su questa dinamica, più che sulla singola campagna, che vale la pena soffermarsi.

Il metodo: analisi di un testo di phishing

Un’email di phishing va letta come una sequenza di obiettivi operativi, non come un messaggio informativo.

Gli obiettivi sono sempre gli stessi:

  • farsi aprire
  • non generare sospetto immediato
  • spingere l’utente verso un’azione esterna

Se questa sequenza è coerente, il phishing molto spesso funziona anche quando il testo è mediocre.

Con questo schema in mente, il messaggio diventa leggibile per quello che è.

Dissezione tecnica del messaggio: cosa fa ogni elemento e perché funziona

Un’email di phishing non racconta una storia.
Implementa una sequenza di azioni progettate per guidare il comportamento dell’utente con il minimo attrito possibile.

Apertura e saluto: scalabilità prima di tutto

Il messaggio si apre con un semplice “Salve”.
Nessun nome, nessun cognome, nessuna personalizzazione.

Non è una svista. È una scelta funzionale alla scalabilità dell’attacco. Inserire dati anagrafici richiede liste affidabili, aggiornate e coerenti. Ometterli consente l’invio massivo senza ridurre in modo significativo il tasso di apertura. L’obiettivo non è colpire tutti, ma colpire abbastanza.

Allo stesso tempo, l’assenza di riferimenti personali colloca l’email nel perimetro delle comunicazioni automatiche: non sembra una mail individuale, ma una mail “di sistema”. Questo normalizza l’anomalia.

Oggetto e apertura: abbassare la soglia di attenzione

Oggetto e prime righe utilizzano formule vaghe e amministrative, come “integrazione dati personali”.
Non forniscono informazioni concrete, non promettono nulla, ma sono compatibili con messaggi di servizio reali.

La loro funzione è semplice: farsi aprire senza attivare allarmi immediati.

Registro linguistico: personalizzazione apparente a costo zero

Nel corpo del messaggio compare l’uso ripetuto del pronome “tua”:
“la tua area riservata”, “la tua posizione”.

Non è informazione. È simulazione di personalizzazione.
Questo registro non appartiene alle comunicazioni ufficiali di NoiPA, normalmente impersonali e normative. Serve a creare l’illusione di un riferimento diretto senza introdurre elementi verificabili che potrebbero essere controllati o smentiti.

È una scorciatoia tipica del phishing bancario e previdenziale.

Link e azione richiesta: spostare il contesto

Il cuore dell’attacco è l’invito ad accedere all’area riservata tramite un link presente nell’email.

Questo passaggio risolve il problema centrale dell’attaccante: portare l’utente fuori dal canale email. Finché l’utente resta nel client di posta ha tempo, contesto e strumenti per verificare. Il link serve a trasferirlo rapidamente su un dominio controllato dall’attaccante, dove interfaccia, linguaggio e richieste sono completamente manipolabili.

Dal punto di vista procedurale, questo è il punto di rottura oggettivo: NoiPA non richiede accessi ai propri servizi tramite link email né aggiornamenti di dati personali con questa modalità.

Call to action: riutilizzabilità e attrito minimo

Il pulsante “Modifica i tuoi dati” è volutamente generico.
Non contiene riferimenti amministrativi, numeri di pratica o identificativi utente.

La sua genericità lo rende riutilizzabile su più campagne, più brand, più contesti. Specificare quali dati o quale procedura introdurrebbe attrito e aumenterebbe le possibilità di incoerenza. L’obiettivo non è spiegare, ma ottenere un click.

Urgenza: comprimere il tempo di verifica

L’urgenza viene introdotta solo nella parte finale del messaggio.
Il link ha una validità limitata e il mancato intervento potrebbe compromettere l’aggiornamento della busta paga con gli aumenti previsti.

Non serve a spaventare subito, ma a ridurre il tempo di verifica quando il messaggio è già apparso coerente. Inserirla all’inizio attiverebbe sospetti; inserirla alla fine forza una decisione rapida quando l’utente è già coinvolto.

Contesto reale: plausibilità senza spiegazioni

Il riferimento agli aumenti e agli arretrati risolve il problema della plausibilità contestuale.
Usare un evento reale elimina la necessità di costruire una narrativa artificiale. Il motivo della comunicazione è già noto.

Questo abbassa drasticamente la soglia critica.

Firma: autorità senza verificabilità

La firma “Il Team NoiPA” chiude il messaggio senza fornire alcun elemento verificabile.
Nessun nome, nessun ufficio, nessun riferimento normativo o contatto ufficiale.

È un’autorità astratta, sufficiente nel breve intervallo che precede il click. Inserire dettagli renderebbe possibile una verifica immediata, cosa che l’attaccante deve evitare.

Conclusione

Questa campagna non si regge su tecniche avanzate né su un’elaborazione particolarmente sofisticata del messaggio. Si regge su qualcosa di molto più semplice: l’allineamento temporale. Uno schema noto viene riattivato quando l’argomento è reale, atteso e già presente nel flusso informativo quotidiano.

In questo scenario, la qualità del testo diventa quasi irrilevante. La familiarità del tema abbassa le difese, riduce il tempo di verifica e sposta l’attenzione dal come al perché. È sufficiente che il messaggio sembri plausibile nel momento giusto.

Ed è proprio per questo che un’email che all’inizio “fa sorridere” continua ancora oggi a colpire.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

ApplicationFrameHost H58qEsNXa1 300x300
Nato a Roma, con oltre 35 anni di servizio nella Polizia di Stato, è attualmente Sostituto Commissario e responsabile della SOSC della Polizia Postale di Udine. Esperto in indagini sul web e sul dark web, è appassionato di OSINT, ambito nel quale opera anche come formatore nazionale per la Polizia di Stato. Ha conseguito un Master in Intelligence & ICT presso l’Università di Udine (110 e lode), sviluppando quattro modelli di Intelligenza Artificiale per il contrasto alle frodi sui fondi dell’Unione Europea. È attivamente impegnato nella formazione e nella divulgazione per l’innalzamento del livello di sicurezza cibernetica.
Aree di competenza: Human factor, OSINT & SOCMINT, Cybercrime e indagini sul dark web, Intelligenza artificiale applicata all’analisi, Disinformazione e information warfare

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCultura
Torvalds chiude l’era dell’hype: nel kernel Linux conta solo la qualità, non l’IA
Redazione RHC - 11/01/2026

Linus Torvalds, il creatore di Linux, ha espresso una posizione ferma e senza mezze misure riguardo al dibattito sull’integrazione e l’uso di strumenti di intelligenza artificiale nella scrittura e revisione del codice del kernel di…

Immagine del sitoCybercrime
Caso AGCOM Cloudflare. Il Cloud è potere: quando la sicurezza nazionale è in mano alle Big Tech
Redazione RHC - 11/01/2026

Nel mondo di oggi la tecnologia non è più un mero strumento di efficienza o comodità, ma una leva geopolitica di primaria importanza. L’accesso a infrastrutture digitali, piattaforme cloud e sistemi di comunicazione non è…

Immagine del sitoCybercrime
Internet c’è, ma non funziona: la nuova trappola dei governi per controllarci tutti
Redazione RHC - 11/01/2026

Immaginate una situazione in cui Internet sembra funzionare, ma i siti web non si aprono oltre la prima schermata, le app di messaggistica sono intermittenti e le aziende sono in continuo cambiamento. Secondo gli autori…

Immagine del sitoCultura
Ritrovato dopo 50 anni: il raro nastro UNIX V4 rivive al Computer History Museum
Redazione RHC - 10/01/2026

Recentemente, una bobina di nastro magnetico è rimasta in un normale armadio universitario per mezzo secolo, e ora è improvvisamente diventata una scoperta di “archeologia informatica del secolo“. Un nastro con la scritta “UNIX Original…

Immagine del sitoCybercrime
La maxi-fuga di dati che spaventa Instagram: 17,5 milioni di profili circolano nel DarkWeb
Redazione RHC - 10/01/2026

Un massiccio archivio digitale contenente le informazioni private di circa 17,5 milioni di utenti Instagram sembrerebbe essere finito nelle mani dei cybercriminali. Qualche ora fa è stato segnalato l’allarme dopo che diversi utenti su Reddit…