Il fronte della sicurezza nazionale si sposta nelle aule tecnologiche. In data 20 febbraio 2026 presso l’Auditorium della Tecnica, il Dipartimento della Pubblica Sicurezza, Confindustria e la Rete Fondazioni ITS Italia hanno sancito un’alleanza strategica per blindare l’ecosistema digitale del Paese.
L’obiettivo è ambizioso e concreto: trasformare gli studenti degli Istituti Tecnologici Superiori nei professionisti che presidieranno le infrastrutture critiche italiane, offrendo alla pubblica amministrazione una nuova linea di difesa tecnica che si affianca a quella accademica.
Un ponte tra formazione e sicurezza
L’evento, che ha visto la partecipazione di oltre 700 studenti, nasce dalla firma di una Convenzione quadro nazionale.
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Non si tratta solo di un protocollo d’intesa, ma di un’operazione industriale e formativa in linea con la Strategia Nazionale di Cybersicurezza 2022-2026.
Al centro del progetto c’è la creazione di competenze Ict d’eccellenza, necessarie per rispondere a un mercato del lavoro affamato di specialisti e a una minaccia cyber sempre più complessa.
Cosa prevede l’accordo?
L’intesa trasforma la didattica in un addestramento operativo:
Percorsi didattici d’avanguardia: corsi specialistici co-progettati con gli esperti della Polizia Postale per rispondere alle minacce reali.
Stage nelle “War Room”: gli studenti potranno formarsi direttamente presso i centri operativi della Polizia Postale, imparando a gestire attacchi in tempo reale.
Sovranità digitale: rafforzare la resilienza della PA contro il cyber-crimine, rendendo le istituzioni meno vulnerabili ai ricatti digitali.
La nuova figura: l’ispettore cyber
La vera novità emersa dal confronto, aperto dai saluti di Riccardo Di Stefano (Vice Presidente di Confindustria), è il debutto della figura professionale dell’ispettore cyber della Polizia di Stato. Si tratta di una carriera inedita che riconosce negli ITS il bacino naturale da cui attingere: profili pronti all’uso, dotati di quel “saper fare” tecnico che è merce rara nel mercato del lavoro.
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I nostri studenti, una risorsa per la sicurezza del Paese
“L’intesa apre opportunità concrete per i nostri studenti, chiamati a proteggere la resilienza digitale dell’Italia“, racconta Luigi Vitellio, direttore operativo di ITS Academy Adriano Olivetti, la Fondazione ITS che si occupa dell’ambito digital in Emilia-Romagna.
“Gli studenti ITS rappresentano sempre di più una risorsa per la sicurezza nella Pubblica Amministrazione. – continua Vitellio – Basti pensare che nella nostra regione abbiamo organizzato anche un percorso di studi in Cybersecurity per la PA, che ha visto partner soggetti come Regione Emilia-Romagna, Comune di Bologna, Città Metropolitana di Bologna, Comune di Imola e Lepida ScpA, e che ha portato all’assunzione pressoché immediata dei neodiplomati”.
Conclusione
Questa alleanza tra Polizia e ITS cambia finalmente le regole del gioco in Italia. Non si tratta più solo di studiare sui libri, ma di preparare una vera e propria “squadra di difesa” per i servizi pubblici che usiamo tutti i giorni.
Oggi la pubblica amministrazione è sotto attacco digitale continuo: dai siti dei comuni ai dati degli ospedali. Portare i ragazzi degli ITS dentro queste istituzioni significa dare allo Stato i tecnici esperti di cui ha un disperato bisogno.
Investendo su questi giovani, l’Italia non crea solo nuovi posti di lavoro, ma costruisce uno scudo sicuro per i nostri dati. Le aule degli ITS diventano così il posto dove nasce la sicurezza del futuro: un luogo dove il talento dei ragazzi si trasforma nella garanzia che i nostri servizi digitali restino protetti e affidabili per tutti.
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Ho iniziato la mia carriera occuparmi nella ricerca e nell’implementazioni di soluzioni in campo ICT e nello sviluppo di applicazioni. Al fine di aggiungere aspetti di sicurezza in questi campi, da alcuni anni ho aggiunto competenze inerenti al ramo offensive security (OSCP), occupandomi anche di analisi di sicurezza e pentest in molte organizzazioni.
Aree di competenza:Ethical Hacking, Bug Hunting, Penetration Testing, Red Teaming, Security Research, Cybersecurity Communication
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.