A fine agosto, GreyNoise ha registrato un forte aumento dell’attività di scansione mirata ai dispositivi Cisco ASA. Gli esperti avvertono che tali ondate spesso precedono la scoperta di nuove vulnerabilità nei prodotti. Questa volta, si tratta di due picchi: in entrambi i casi, gli aggressori hanno controllato massicciamente le pagine di autorizzazione ASA e l’accesso Telnet/SSH in Cisco IOS.
Il 26 agosto è stato osservato un attacco particolarmente esteso, avviato da una botnet brasiliana, che ha utilizzato circa 17.000 indirizzi univoci e ha gestito fino all’80% del traffico. In totale, sono state osservate fino a 25.000 sorgenti IP. È interessante notare che entrambe le ondate hanno utilizzato intestazioni di browser simili, mascherate da Chrome, a indicare un’infrastruttura comune.
Gli Stati Uniti erano l’obiettivo principale, ma anche Regno Unito e Germania sono stati monitorati.
Advertising
Secondo GreyNoise, circa l’80% di tali ricognizioni si traduce nella successiva scoperta di nuove problematiche di sicurezza, sebbene la correlazione statistica sia notevolmente più debole per Cisco rispetto ad altri produttori. Ciononostante, tali indicatori consentono agli amministratori di rafforzare in anticipo le proprie difese.
In alcuni casi, questi potrebbero essere tentativi falliti di sfruttare bug già chiusi, ma una campagna su larga scala potrebbe anche essere mirata a mappare i servizi disponibili per un ulteriore sfruttamento di vulnerabilità non ancora divulgate.
Un amministratore di sistema indipendente con il nickname NadSec – Rat5ak, ha segnalato un’attività simile iniziata a fine luglio e che ha preso slancio fino al 28 agosto. Ha registrato oltre 200.000 richieste ad ASA in 20 ore con un carico uniforme di 10.000 richieste da ciascun indirizzo, il che indica una profonda automazione. Le fonti erano tre sistemi autonomi: Nybula, Cheapy-Host e Global Connectivity Solutions LLP.
Si consiglia agli amministratori di installare gli ultimi aggiornamenti di Cisco ASA il prima possibile per chiudere le falle note, abilitare l’autenticazione a più fattori per tutti gli accessi remoti e non pubblicare direttamente pagine /+CSCOE+/logon.html, Web VPN , Telnet o SSH.
In casi estremi, si consiglia di esternalizzare l’accesso tramite un concentratore VPN, un reverse proxy o un gateway con verifica aggiuntiva.
Advertising
È inoltre possibile utilizzare gli indicatori di attacco pubblicati da GreyNoise e Rat5ak per bloccare le richieste sospette sul perimetro e, se necessario, abilitare il geo-blocking e la limitazione della velocità. Cisco non ha ancora rilasciato dichiarazioni in merito.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
CISO, Head of Cybersecurity del gruppo Eurosystem SpA. Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA.
Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity. Autore del libro "IL FUTURO PROSSIMO"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.