I nostri eroi MatteoErrera e RobertoZaccardi e il Cyberpandino hanno raggiunto Istanbul dopo cinque giorni di viaggio e oltre 5.000 km macinati dalla partenza da Lampedusa e si riparte per la Cappadocia!Un traguardo importante, ma che è solo l’inizio di un’avventura che prevede altri circa 20.000 km (più o meno… ma chi li conta davvero?) verso le strade più improbabili del pianeta.
La prima vera sfida si è presentata nel cuore di Maslak, il quartiere dei meccanici di Istanbul, dove una perdita di benzina dal serbatoio ha costretto l’equipaggio a una sosta tecnica non prevista. Con l’aiuto dei ragazzi di @exclusivegaragetr, problema tappato e motore pronto a ruggire di nuovo. Almeno fino al prossimo imprevisto, perché di questi tempi pare che non manchino mai.
Dalla Turchia all’entroterra più selvaggio, il Cyberpandino ha continuato la sua corsa tra crateri lunari, villaggi fantasma e strade che in realtà non esistono nemmeno sulle mappe.
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Finora la piccola panda ha affrontato una vera e propria lista nera di guasti: tubo della benzina esploso, serbatoio che si svita, puleggia dell’albero motore rotta, filtro tappato da benzina tagliata con acqua e, per non farsi mancare nulla, tubo del collettore di aspirazione devastato. Ma al nostro Magic team, MatteoErrera e RobertoZaccardi non importa, si va avanti con grande determinazione.
E come se non bastasse, dopo una lunga notte alla frontiera tra attese infinite, controlli e caffè imbevibili, il Cyberpandino è finalmente arrivato in Turchia. Con lui ora c’è anche un nuovo compagno di viaggio: @jonny_pickup, reporter e videomaker inglese che non parla una parola di italiano, pronto a immortalare ogni istante di questa corsa surreale. Più teste a bordo significano anche più zaini da incastrare nel bagagliaio, ma la vecchia panda continua a reggere con una dignità meccanica tutta sua.
Il prossimo grande passaggio sarà la frontiera con la Russia, prevista per il 27 luglio. Fino ad allora, il viaggio continua, tra imprevisti, pezzi di ricambio e paesaggi che tolgono il fiato. Perché il Mongol Rally non è solo una gara: è un esperimento di follia su ruote, dove anche le rotture diventano storie da raccontare. E il Cyberpandino, nonostante tutto, non molla mai.
E intanto, il Cyberpandino diventa sempre più una casa viaggiante. Hanno parcheggiato sulle rive di un lago così remoto in Turchia che persino i cammelli hanno chiesto indicazioni. Location esclusiva per veri esploratori… o per chi sbaglia strada con convinzione.
Perché questo è il Mongol Rally: una partenza, un traguardo lontano… e in mezzo, solo strade da inventare e avventure da vivere.
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Il Cyberpandino ha tirato fuori tutto l’arsenale da campeggio in puro “Panda-luxe”: la tenda laterale che si monta in cinque minuti, la power station da 1500W per alimentare luci e condizionatore (perché dentro si sfiorano i 40°, praticamente un hammam con più zanzare), wifi satellitare per restare connessi anche in mezzo al nulla… e ovviamente la pasta, perché puoi togliere l’italiano dall’Italia, ma non la pentola.
Ora si punta verso la Georgia, forse Armenia. Riuscirà il Cyberpandino a convincere la dogana che non è un’astronave low-cost atterrata per sbaglio in Anatolia?
Stay tuned: la strada è lunga, la tenda ancora storta e la pasta… quasi pronta.
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