Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
UtiliaCS 970x120
Redhotcyber Banner Sito 320x100px Uscita 101125
ProxyCommand: la piccola stringa che apre una porta per gli exploit

ProxyCommand: la piccola stringa che apre una porta per gli exploit

13 Ottobre 2025 08:01

Nella giornata di ieri è stata pubblicata CVE-2025-61984 una falla in OpenSSH, che permette potenzialmente l’esecuzione di comandi sul client quando ProxyCommand viene usato con nomi utente contenenti caratteri di controllo (per esempio newline).

Alcuni flussi di input in OpenSSH non eliminavano correttamente caratteri di controllo inseriti nei nomi utente. Un attaccante può sfruttare questo comportamento costruendo un nome utente contenente, ad esempio, un newline seguito da una stringa che dovrebbe essere interpretata come comando.

Quando quel nome utente viene inserito nella stringa invocata dal ProxyCommand, alcune shell non si fermano all’errore di sintassi introdotto dal newline e continuano l’esecuzione: la riga successiva può quindi essere eseguita come payload. In sostanza: una piccola sequenza di caratteri malevoli, combinata con una shell permissiva e una certa configurazione SSH, può trasformarsi in RCE.

Perché un submodule Git è pericoloso


Cyber Offensive Fundamentale Ethical Hacking 02

Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals
Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica?
La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].


Supporta Red Hot Cyber attraverso: 

  1. L'acquisto del fumetto sul Cybersecurity Awareness
  2. Ascoltando i nostri Podcast
  3. Seguendo RHC su WhatsApp
  4. Seguendo RHC su Telegram
  5. Scarica gratuitamente “Byte The Silence”, il fumetto sul Cyberbullismo di Red Hot Cyber

Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì.

GIT può rivelarsi  insidioso perché sfrutta azioni ordinarie degli sviluppatori. Un repository può includere un submodule il cui URL SSH è stato costruito per contenere un nome utente manipolato. Quando qualcuno esegue:  git clone –recursive

Git prova a recuperare anche i submodule via SSH — ed è in quel momento che il client esegue il ProxyCommand configurato localmente. In determinate condizioni, l’intera catena porta all’esecuzione del payload.

L’exploit infatti  non si attiva “da solo”. Per funzionare servono due precise condizioni sul sistema della vittima:

  1. Shell permissiva: la shell invocata dal ProxyCommand deve continuare l’esecuzione dopo un errore di sintassi (comportamento tipico di Bash, Fish, csh)
  2. ProxyCommand vulnerabile: il file ~/.ssh/config dell’utente deve contenere un ProxyCommand che include il token %r (il nome utente remoto) senza adeguata protezione — ad esempio %r non deve essere correttamente quotato o sanitizzato.

Se entrambe le condizioni si verificano, il nome utente manipolato può essere interpolato nella stringa invocata dal proxy e far partire comandi non voluti.

Implicazioni pratiche

  • Sviluppatori e sistemi automatizzati che effettuano clone ricorsivi rappresentano un bersaglio sensibile perché il vettore sfrutta operazioni di routine.
  • Strumenti che generano automaticamente ~/.ssh/config e inseriscono %r senza protezioni amplificano il rischio
  • La presenza di proof-of-concept pubblici rende la situazione urgente: aumenta la probabilità che qualcuno automatizzi lo sfruttamento su larga scala.

PoC pubblici — cosa mostrano e perché preoccuparsi (informazione non actionabile)

Negli ultimi giorni sono circolati proof-of-concept che spiegano chiaramente la catena d’attacco, ma senza fornire istruzioni pratiche per sfruttarla. Questi PoC mostrano lo scenario tipico: un nome utente contenente caratteri di controllo che viene interpolato nel ProxyCommand, e una shell permissiva che finisce per eseguire la riga successiva. Molti PoC usano come dimostrazione esattamente il caso del submodule Git perché rende evidente il rischio supply-chain: un repository compromesso può raggiungere facilmente sviluppatori e pipeline automatizzate.

Il valore operativo dei PoC non è insegnare come sfruttare, ma mettere in evidenza dove concentrare le verifiche. Tuttavia, la loro pubblicazione riduce il tempo che gli attaccanti impiegherebbero per sviluppare exploit automatici, dunque la finestra per intervenire è breve.
La falla viene risolta aggiornando OpenSSH alla versione 10.1, attività da effettuare quanto prima

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Antonio Piazzolla 200x150
Responsabile IT Infrastructure & Security con oltre 20 anni di esperienza in ambienti enterprise complessi. In Casillo Group si occupa di continuità operativa, sicurezza e innovazione. Certificato Microsoft, VMware, Cisco e ITIL.

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCybercrime
Ucraina e Germania smantellano Black Basta? 2 arresti per ransomware, coinvolto un russo
Redazione RHC - 17/01/2026

Quando si parla di cybersecurity, non è raro imbattersi in notizie che sembrano prese da un film di fantascienza. Eppure, la realtà è ancora più sorprendente e a volte inquietante. La storia dei due cittadini…

Immagine del sitoCybercrime
Ritorna Gootloader più pericoloso che mai: il malware incastonato nello ZIP torna alla ribalta
Redazione RHC - 17/01/2026

Dopo un lungo periodo di silenzio, il malware downloader Gootloader è tornato alla ribalta. Lo scorso novembre il team di Huntress ha rilevato una nuova campagna che indicava il ritorno di uno sviluppatore precedentemente associato…

Immagine del sitoCybercrime
Attacco al Ministero dell’interno francese: Credenziali condivise via email e dati sottratti
Redazione RHC - 17/01/2026

Nel corso di un’audizione al Senato francese, il ministro dell’Interno Laurent Nuñez ha illustrato in modo dettagliato le modalità del cyberattacco che ha colpito il suo dicastero, precisando fin da subito che parte delle informazioni…

Immagine del sitoVulnerabilità
Allarme Cisco: falla CVSS 10 consente RCE come root, attacchi in corso
Redazione RHC - 16/01/2026

Cisco ha confermato che una falla critica di sicurezza zero-day, che consente l’esecuzione remota di codice, è attualmente oggetto di sfruttamento attivo nei suoi dispositivi Secure Email Gateway e Secure Email and Web Manager. Questa…

Immagine del sitoInnovazione
Addio a Windows Server 2008! Microsoft termina definitivamente il supporto
Redazione RHC - 16/01/2026

Questa settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…