PixelCode nasce come progetto di ricerca che esplora una tecnica nascosta per archiviare dati binari all’interno di immagini o video. Invece di lasciare un eseguibile in chiaro, il file viene convertito in dati pixel, trasformando ogni byte in una struttura di colore. La tecnica cambia completamente il modo in cui consideriamo file grafici e video, mostrandoli come potenziali vettori di dati binari senza esporne il contenuto reale.
Il concetto alla base è semplice nella sua idea, ma complesso nella realizzazione: convertire un programma eseguibile in una mappa visiva.
Questo “codice pixel” può poi essere memorizzato dentro un’immagine o un video, rendendolo apparentemente innocuo agli occhi di strumenti di scansione tradizionali che non analizzano il contenuto visivo alla ricerca di dati eseguibili.
Advertising
Come funziona la tecnica
Il progetto documenta un processo in più fasi. La prima prevede un payload in C++ progettato per comunicazioni di comando e controllo, compilato in un eseguibile standard. Questo eseguibile non viene distribuito così com’è, ma convertito in un video MP4 mediante uno strumento Python dedicato.
Una volta generato il video con il “Pixel Code”, esso può essere caricato su piattaforme pubbliche come servizi di condivisione video. La playlist ospita così un file apparentemente innocuo, un video qualsiasi, che in realtà contiene dati binari pronti a essere estratti.
Il passo successivo utilizza un loader C++ che include l’URL del video. Questo loader, quando avviato su un sistema, scarica il video e chiama un piccolo stager Python, anche esso incorporato nel loader, per riconvertire i pixel nei byte originali.
Implicazioni e riflessioni
Questa tecnica apre scenari insoliti: file multimediali caricati su servizi fidati possono servire a trasportare dati che sfuggono a filtri di sicurezza tradizionali, che tendono a concentrarsi su EXE o script espliciti. L’idea sottostante è che i video non siano soggetti alle stesse scansioni rigorose di file binari.
L’esecuzione in memoria del payload ricostruito evita la scrittura su disco di file potenzialmente sospetti, complicando l’individuazione e la rimozione tramite antivirus o sistemi di rilevamento comportamento.
Advertising
Questo progetto non è un attacco reale ma una dimostrazione di ricerca e consapevolezza, usata per evidenziare come tecniche non convenzionali possano essere sfruttate per la consegna di codice.
Verso la fine del documento, gli autori sottolineano che la tecnica è solo per scopi educativi e di ricerca, e non devono essere usati in modi che violano leggi – e qui si inquadra S3N4T0R-0X0/Malicious-PixelCode come esempio di ricerca avanzata.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.