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Quantum computing: La crittografia sta per crollare? Allora il Cloud si sposta nello spazio

Quantum computing: La crittografia sta per crollare? Allora il Cloud si sposta nello spazio

8 Aprile 2026 06:57
In sintesi

Il cloud quantistico orbitale sta emergendo in risposta alla crescente minaccia della computazione quantistica, la quale rischia di rendere obsolete le attuali tecniche di crittografia. SEALSQ, insieme a WISeSat, stanno sviluppando QSOC. Si tratta di una piattaforma basata su satelliti per distribuire chiavi quantistiche e garantire una sicurezza avanzata. Il progetto, destinato principalmente a banche e a governi, mira a creare un’infrastruttura resiliente e scalabile, spostando la protezione dei dati in orbita.

Non è più fantascienza, anche se sembra che suoni così. L’idea è quella di spostare la sicurezza digitale fuori dall’atmosfera e questa idea sta prendendo forma concreta. Qui si parla di aziende quali banche, governi, difesa. Settori che non possono permettersi errori minimi.

Il punto è semplice: i sistemi attuali stanno purtroppo iniziando a scricchiolare. Non oggi, forse, ma presto. E quando succede, se non sia ha un piano B si rischia di restare completamente esposti ed è proprio su questo punto si gioca la partita.

SEALSQ sta lavorando ad un’idea che vuole rompere tutti gli schemi: costruire un cloud quantistico in orbita e venderlo come servizio. Non si tratta di un esperimento accademico, ma di una piattaforma commerciale, pensata per reggere grossi carichi di lavoro altamente critici e dati sensibili.

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Il progetto nasce insieme a WISeSat, con un obiettivo preciso: creare una costellazione di 100 satelliti entro il 2033. Il target è abbastanza chiaro e risulta essere indirizzato verso istituzioni finanziarie, governi e grandi aziende che dovranno affrontare un futuro nel quale la sicurezza attuale non basta più.

Il problema è appunto il futuro del digitale come lo conosciamo oggi: il quantum computing. Più cresce, più mette pressione sui sistemi crittografici tradizionali. Quello che oggi è considerato altamente sicuro, domani potrebbe diventare vulnerabile ed in tempi sorprendentemente brevi. Non si tratta più di un’ipotesi remota, è una traiettoria ben visibile.

Qua entra nel gioco gioco questo progetto, il QSOC (Quantum Spatial Orbital Cloud).

Si tratta di una piattaforma che promette tre elementi chiave. Il primo è la distribuzione di chiavi quantistiche, dove ogni tentativo di intercettazione lascia tracce evidenti. Niente più intercettazioni silenziose.

Poi c’è la generazione di numeri casuali quantistici. Sembra tecnico, ma è fondamentale. La sicurezza crolla quando la casualità diventa prevedibile e i sistemi tradizionali molto spesso non sono davvero casuali. Il quantum, invece, lo è per sua natura.

Certificati, autenticazioni, infrastrutture di fiducia, tutto questo risulta essere progettato per resistere a un mondo in cui le macchine quantistiche sono una realtà operativa e la scelta commerciale è altrettanto chiara: abbonamento e classica SaaS.

Le aziende non devono quindi costruire nulla, si collegano ad un provider e lo usano. Tutto diventa più veloce, più semplice, più scalabile e soprattutto più realistico dal punto di vista economico.

Ma dietro tutto questo non c’è improvvisazione. Gli esperimenti come il satellite Micius nel 2017, hanno già dimostrato la possibilità di una “distribuzione quantistica” su migliaia di chilometri. E SpooQy-1 ha confermato che certi fenomeni possono funzionare davvero in orbita.

Secondo quanto riportato da SEALSQ, il sistema punta a garantire una disponibilità del 99,9% e questo per i clienti critici conta quanto la sicurezza stessa.

Se questa architettura prende davvero piede, il paradigma cambia drasticamente. Non sarà più solo una questione di software o di patch, ma di infrastruttura fisica e fisica quantistica. La vera domanda è un’altra: aziende resteranno indietro mentre la sicurezza si sposta nello spazio?


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance