La prima edizione delle Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity si è conclusa a Singapore con un risultato eccellente per l’Italia. Quattro studenti italiani hanno conquistato il podio, vincendo medaglie d’oro e d’argento nella competizione che ha riunito circa 150 talenti provenienti da 30 paesi del mondo.
La squadra italiana, capitanata da Gaspare Ferraro e Matteo Rossi, ha ottenuto una medaglia d’oro Leonardo Mattei del Liceo Scientifico “Antonio Labriola” di Roma e Jacopo Di Pumpo dell’I.T.S.O.S “Marie Curie” di Cernusco sul Naviglio. Inoltre, Alan Davide Bovo dell’Istituto Superiore “Pascal Comandini” di Cesena e Stefano Perrucci dell’Istituto Tecnico “Enrico Fermi” di Francavilla Fontana (Brindisi) hanno vinto una medaglia d’argento.
L’Italia è risultata il miglior Paese per punteggio totale e ospiterà l’edizione 2027 delle Olimpiadi Internazionali di Cybersecurity. “Siamo molto orgogliosi dell’eccellente risultato ottenuto da tutta la nostra squadra”, ha dichiarato Gaspare Ferraro, coordinatore del team.
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L’evento, ospitato dalla National University of Singapore, uno dei migliori atenei al mondo, ha visto i partecipanti sfidarsi in due giorni di competizione individuale di tipo CTF (Capture-The-Flag) su tematiche come web security, reverse engineering, binary exploitation, digital forensics e crittografia.
I quattro studenti italiani erano stati selezionati in base ai risultati ottenuti alle Olimpiadi Italiane di Cybersicurezza.
Leonardo Mattei aveva partecipato all’edizione del 2025 della Capture The Flag di Red hot Cyber classificandosi al secondo posto con il team Winnerz (2350 punti) , dietro al team italo-brasiliano di PizzaFeijoada (4210 punti). Al terzo posto si sono classificati il team dei CarbonHackers (con 2350 punti).
Qua potete vedere la video intervista al minuto 1:53. Complimenti ancora a tutto il team dei Winnerz e a Leonardo Mattei. Sì, lo sappiamo… siamo ancora in debito con voi per quella maglietta. Promettiamo che il prossimo anno rimediaremo — parola di RHC!
Tutto questo, per dire che in Italia siamo pieni di competenze e di ethical hacker molto bravi. La cosa importante, oggi più che mai, è iniziare a pensare che queste persone possono davvero fare la differenza in contesti tecnologicamente avanzati, sia pubblici che privati.
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Non dobbiamo dimenticare mai che la cybersecurity è prima di tutto una materia tecnica, solo in un secondo momento giuridica. Del resto, gli hacker criminali della giurisprudenza non se ne curano affatto. Ed è per questo che servono competenze solide, pratiche e aggiornate: perché chi sa come funziona davvero un attacco informatico, sa anche come prevenirlo, mitigarne gli effetti o rispondere in modo efficace.
Sostenere questi giovani talenti, creare percorsi formativi strutturati e valorizzare le professionalità che già operano nel settore è una priorità strategica. Perché il futuro della sicurezza digitale passa proprio da loro.
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E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
RHC4Edu nasce dalla volontà della community di Red Hot Cyber di portare la cultura della cybersecurity, dell’intelligenza artificiale e del digitale direttamente nelle scuole, mettendo gratuitamente a disposizione degli studenti l’esperienza di professionisti, ricercatori e specialisti del settore. Il progetto è ufficialmente operativo e permette agli istituti interessati di richiedere workshop gratuiti e incontri con gli esperti della community, attraverso un coordinamento della redazione che mette in relazione le esigenze della scuola con le competenze e la disponibilità dei professionisti presenti sul territorio.
L’obiettivo di RHC4Edu non è trasformare gli studenti in tecnici informatici, ma aiutarli a sviluppare consapevolezza e pensiero critico davanti a un mondo sempre più digitale. Cybersecurity, truffe online, privacy, social network, cyberbullismo, fake news e intelligenza artificiale diventano così argomenti da affrontare con esempi concreti e con il contributo diretto di chi lavora quotidianamente nel settore. Un’iniziativa costruita sulla condivisione della conoscenza e sul volontariato della community, perché portare queste competenze nelle aule significa anche offrire ai ragazzi la possibilità di conoscere nuove professioni, sviluppare curiosità e imparare a vivere la tecnologia in modo più sicuro e consapevole.