Ieri, il gruppo ransomware RANSOMEDVC ha affermato di aver violato la società Colonial Pipeline e di aver fatto trapelare 5 GB di dati, inclusi file interni e foto. Ma in effetti non tutto è così lineare come sembra in quanto sul loro data leak site (DLS) sono presenti dei samples di Accenture.
Queste ultime affermazioni del gruppo RansomedVC sono emerse attraverso post sul loro blog sul dark web. Il gruppo ha anche condiviso le proprie affermazioni tramite il canale Telegram lanciato di recente e il proprio account X (in precedenza Twitter).
Vale la pena ricordare che RANSOMEDVC è il gruppo che ha violato recentemente la Sony Corporation a settembre 2023. Sul proprio canale Telegram, RansomedVC ha affermato che “Abbiamo preso con successo il controllo dei sistemi di oleodotti della Colonial Pipeline”.
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Post riportato sul blog di RansomedVC
RANSOMEDVC ha dichiarato di essersi infiltrato con successo nella rete di Colonial Pipeline, la società americana che gestisce un importante sistema di condotte che trasporta quotidianamente oltre 100 milioni di galloni di vari prodotti petroliferi, tra cui benzina, carburante diesel e carburante per aerei.
Directory del file riportato all’interno del canale Telegram da RANSOMEDVC
RansomedVC ha affermato nel post nel suo Data Leak Site che Rob Lee, CEO di Dragos, in qualche modo ha ingannato RansomedVC che avrebbe fatto trapelare i file che Lee avrebbe acquistato per cercare di corteggiare Colonial Pipeline.
Sembrerebbe che Rob Lee sia un attore di minacce e che i file trapelati da RansomedVC sia stata una sorta di vendetta per aver imbrogliato Colonial Pipeline che sarebbero sotto il controllo di RansomedVC.
Samples riportati sul blog di RansomedVC
Ma il tutto non risulta ancora molto lineare.
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La rivista DataBreaches ha posto una serie di domande a RansomedVC, come ad esempio: “Chi è stato hackerato? Colonial Pipeline, Dragos o Accenture? E se questo non era un hack, cos’era?” RansomedVC ha risposto: “Accenture è stato violato, ma Rob Lee ha acquistato i file come leva per sottrarre Colonial Pipeline ad Accenture” ovviamente in termini di appalti.
Sempre DataBreaches riporta che RansomedVC ha scritto: “Rob Lee ha smesso casualmente di fare affari e comunicare con noi, ma stava ancora lavorando con altri IAB.“ e ha aggiunto “avrebbe dovuto pagare per altri file discussi”, dove “abbiamo concordato anche i prezzi“.
Ma se è stata Accenture ad essere stata hackerata, allora come hanno fatto a prendere il controllo dei sistemi di Colonial Pipeline?
Si è scoperto che in effetti non l’avevano fatto. Quando gli è stato chiesto delle delucidazioni, il portavoce di RansomedVC ha immediatamente detto a DataBreaches: “Dichiarazione inaccurata, ci scusiamo. Sono stati presi solo i file“.
Infatti successivamente hanno modificato il loro post su Telegram riportando che erano in possesso dei dati e non della rete.
Samples riportati sul blog di RansomedVC
Quindi che tipo di dati sono trapelati da RansomedVC?
Si tratta di molti file di Accenture relativi a Colonial Pipeline. Alcuni sembrano provenire dall’incidente ransomware di DarkSide, mentre altri sembrano essere recenti ed alcuni riportano la gestione delle vulnerabilità all’interno dell’azienda.
Colonial Pipeline ha risposto che “è a conoscenza di affermazioni infondate pubblicate su un forum online secondo cui il suo sistema è stato compromesso da una parte sconosciuta. Dopo aver collaborato con i nostri team di sicurezza e tecnologia, nonché con i nostri partner della CISA, possiamo confermare che non si sono verificate interruzioni delle operazioni del gasdotto e al momento il nostro sistema è sicuro. I file pubblicati online inizialmente sembrano far parte di una violazione dei dati di terze parti non correlata a Colonial Pipeline”.
Post che riporta la violazione dei dati di Colonial Pipeline tramite l’attacco alla supply chain di Accenture
Come nostra consuetudine, lasciamo sempre spazio ad una dichiarazione dell’azienda qualora voglia darci degli aggiornamenti su questa vicenda che saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
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Membro e Riferimento del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab, è un ingegnere Informatico specializzato in Cyber Security con una profonda passione per l’Hacking e la tecnologia, attualmente CISO di WURTH Italia, è stato responsabile dei servizi di Cyber Threat Intelligence & Dark Web analysis in IBM, svolge attività di ricerca e docenza su tematiche di Cyber Threat Intelligence presso l’Università del Sannio, come Ph.D, autore di paper scientifici e sviluppo di strumenti a supporto delle attività di cybersecurity. Dirige il Team di CTI "RHC DarkLab"
Aree di competenza:Cyber Threat Intelligence, Ransomware, Sicurezza nazionale, Formazione
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
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