
La saga sulla sicurezza dei componenti di React Server continua questa settimana.
Successivamente alla correzione di una vulnerabilità critica relativa all’esecuzione di codice remoto (RCE) che ha portato a React2shell, sono state individuate dai ricercatori due nuove vulnerabilità. Queste ultime, pur essendo meno gravi delle precedenti, comportano rischi significativi, tra cui la possibilità di attacchi Denial of Service (DoS) che possono causare il crash del server e l’esposizione di codice sorgente sensibile.
Le versioni interessate includono la versione da 19.0.0 a 19.0.2, la versione da 19.1.0 a 19.1.2 e la versione da 19.2.0 a 19.2.2. Si consiglia pertanto agli sviluppatori di aggiornare alle versioni corrette appena rilasciate:
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Fondamentalmente, queste vulnerabilità hanno un ampio raggio d’azione.
Basta che l’applicazione sia vulnerabile a certe funzioni del server per essere esposta a potenziali rischi, senza doverle necessariamente utilizzare. “Anche se la tua app non implementa alcun endpoint di React Server Function, potrebbe comunque essere vulnerabile se supporta i React Server Components”, avverteono i ricercatori di sicurezza.
Il problema più urgente, ha una severity CVSS di 7.5, e riguarda una vulnerabilità che può mettere in ginocchio un server. Identificata come CVE-2025-55184 e CVE-2025-67779, questa falla consente a un aggressore di innescare un loop infinito sul server inviando una specifica richiesta HTTP dannosa. Secondo l’avviso, il loop consuma la CPU del server, bloccandone di fatto le risorse.
La seconda vulnerabilità, il CVE-2025-55183 ha una severity CVSS 5.3, è un problema di gravità media che colpisce la riservatezza del codice dell’applicazione. E’ stato rilevato che in specifiche circostanze, una richiesta nociva è in grado di convincere una funzione del server a fornire all’attaccante il proprio codice sorgente. Secondo quanto riportato nell’avviso, un esperto di sicurezza ha riscontrato che l’invio di una richiesta HTTP dannosa a una funzione del server suscettibile di vulnerabilità potrebbe comportare la restituzione non sicura del codice sorgente di qualsiasi funzione del server.
Per eseguire l’attacco, è necessario un particolare modello di codifica, nel quale una funzione lato server esplicitamente o implicitamente espone un parametro come stringa. Qualora venisse sfruttata, potrebbe portare alla scoperta di informazioni cruciali a livello logico o di chiavi del database internamente allegate al codice della funzione.
Il team di React ha confermato esplicitamente che questi nuovi bug non riapriranno la porta al controllo totale del server. “Queste nuove vulnerabilità non consentono l’esecuzione di codice remoto. La patch per React2Shell rimane efficace nel mitigare l’exploit di esecuzione di codice remoto”.
Il team esorta a procedere con urgenza all’aggiornamento, dato che le vulnerabilità scoperte di recente sono di notevole gravità.
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