
La conferenza di RHC che si è sviluppata nelle giornate di venerdì 19 e sabato 20 aprile, ha visto la presenza di molti ragazzi giovani provenienti dalle diverse parti del nostro paese. Ho avuto il piacere di parlare con docenti che hanno accompagnato i ragazzi degli istituti tecnici all’evento che abbiamo organizzato e sono rimasto molto colpito dal loro entusiasmo verso il mondo cyber.
Nel confronto avuto con alcuni docenti è emerso come ci siano ancora difficoltà da superare per una completa consapevolezza cyber, da insegnare e far sviluppare nella didattica degli insegnamenti in Italia nelle scuole superiori, ma un barlume di speranza si intravede nel buio.
Avevo già scritto su queste pagine come la mancanza di talenti – allora rivolgendomi al direttore della neonata ACN – era, e purtroppo ancora resta un problema in Italia.

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Questo gap è legato anche al calo demografico che il nostro paese sta affrontando ogni anno che passa. Ma venerdì e sabato, ho avuto un momento di speranza quando ho visto i molti giovani accalcarsi tra le scale del teatro Italia per ascoltare i workshop, giocare alle CTF, ed effettuare continue domande. Insieme allo staff di RHC poi, ciò che più mi ha colpito è stato come i ragazzi volessero conoscere dal vivo i personaggi che seguono sui nostri canali social.
Qualcuno mi ha chiesto di fargli conoscere Corrado Giustozzi, altri mi hanno chiesto se potevano farsi una foto con lui, altri ancora mi hanno inseguito per avere la possibilità di stringere la mano a Massimiliano Brolli, e non sono mancati i suggerimenti e le critiche all’evento, che sono state subito elaborate e valutate per migliorarsi sempre.

La presenza poi di esponenti di rilievo come l’Avvocato Paolo Galdieri esperto di Cyberlaw dal 1990, lo stesso Corrado Giustozzi, Mario Nobile Direttore Generale di AGID, Umberto Rosini Direttore Sistemi Informativi alla Presidenza del Consiglio dei Ministri Dipartimento della Protezione Civile e l’amico David Cenciotti seguitissimo pilota di aviazione militare e tutti gli altri, ha contribuito a valorizzare l’evento agli occhi di questi ragazzi cosi pieni di interesse per il mondo cyber.
Le aziende che ci hanno supportato in questo evento romano, mettendo in campo i loro esperti e le loro figure professionali sono riuscite ad attivare nei ragazzi tutti quei bias cognitivi che spesso i modelli TV o social finiscono per alterare allontanandoli dal mondo cyber, ed invece ho notato l’effetto contrario.
Più domande, curiosità interessi elevati anche su piccole forme di hacking etico.

Non sono mancante poi le domande su come poter aiutare le FF.OO, che i ragazzi mi hanno rivolto.
La presenza della GdF con il Colonello Tolla ed il Tenente Formisano, ha stimolato i ragazzi ad approfondire come possono essere impiegati non solo per i normali servizi ordinari, ma per un più coinvolgente impiego cyber-investigativo contro tutte quelle attività telematiche criminose, che sono presenti nel web.
Questo era il nostro obiettivo e sembra che lo abbiamo raggiunto.
Quando abbiamo iniziato l’avventura di RHC, attirare i giovani per rendere il mondo cyber meno pericoloso, meno oscuro e più utile all’Italia era il nostro obiettivo. E questo resta nel tempo e se volete essere dei nostri, seguiteci.
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