Tra questi 45 bug fixati dalla nota azienda produttrice di sistemi per la sicurezza informatica, 2 sono stati rilevati dal laboratorio di ricerca di TIM, Red Team Research (RTR), nell’ambito delle attività di bug hunting, sulla soluzione F5® Traffix® Signaling Delivery Controller™ (SDC).
F5 Traffix Signaling Delivery Controller™
La soluzione F5® Traffix® Signaling Delivery Controller™ (SDC) aiuta gli operatori a scalare e gestire i servizi e le applicazioni nelle reti 4G/LTE.
Advertising
Permette, inoltre, l’instradamento e lo scambio di dati tra diversi protocolli, come Diameter, SS7, HTTP etc. Utilizza un motore avanzato di trasformazione e gestione dei flussi soddisfacendo al contempo le sempre maggiori richieste di servizi e banda larga degli abbonati.
La soluzione SDC può essere configurata e monitorata tramite un’interfaccia utente web che di fatto è stata rilevata come vulnerabile a 2 bug di sicurezza trovati dal Red TIM Research recentemente.
Traffix SDC all’interno del suo ambiente: (Fonte F5)
Da quanto si legge dal sito istituzionale https://www.gruppotim.it/redteam, nell’ambito delle attività svolte dal laboratorio, i ricercatori Valerio Alessandroni e Matteo Brutti, una volta individuate queste vulnerabilità, hanno immediatamente avviato il percorso di Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD) assieme a Massimiliano Brolli, alla guida del progetto, effettuando la pubblicazione a valle della produzione delle fix da parte del produttore.
Advertising
Panoramica degli 0day rilevati
Di seguito vengono riportati i bug su F5 SDC pubblicati all’interno del sito del progetto accessibile a questo indirizzo: https://www.gruppotim.it/redteam
The Web application of F5 SDC doesn’t check properly the parameters sent as input in HTTP requests, before saving them in the server. In addition, the JavaScript malicious content is then reflected back to the end user and executed by the web browser.
In Traffix Signal Delivery Controller 5.1.0 and 5.2.0, stored client-side template injection (CSTI) was possible, which could lead to code execution.
Il Red Team Research di TIM
Si tratta di uno tra i pochi centri italiani di ricerca industriali in ambito di bug di sicurezza, dove da diverso tempo vengono effettuate attività di “bug hunting” che mirano alla ricerca di vulnerabilità non documentate. Le attività condotte dal team, portano ad una successiva emissione di CVE sul National Vulnerability Database degli Stati Uniti D’America, terminato il percorso di Coordinated Vulnerability Disclosure (CVD) con il vendor del prodotto.
Nel corso dei due anni di attività, abbiamo visto il laboratorio, rilevare moltissimi bug 0-day su prodotti molto diffusi di big vendor di valenza internazionale, come ad esempio Oracle, IBM, Ericsson, Nokia, Computer Associates, Siemens, QNAP, Johnson & Control, Schneider Electric, oltre ad altri fornitori su tipologie differenti di architetture software/hardware.
Nel corso di due anni sono stati emessi circa 70 CVE, dei quali 4 con severity Critical (9,8 di score CVSSv3), 23 di severity High e 36 di severity Medium.
Relativamente ad una vulnerabilità rilevata dal gruppo di ricerca sul prodotto Metasys Reporting Engine (MRE) Web Services, del fornitore Johnson & Control, la Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) degli Stati Uniti D’America, ha emesso un avviso di sicurezza riportando come Background i settori quali: “CRITICAL INFRASTRUCTURE SECTORS, COUNTRIES/AREAS DEPLOYED e COMPANY HEADQUARTERS LOCATION”.
Si tratta di una realtà tutta italiana che emette una CVE ogni 6 giorni lavorativi di media, contribuendo in maniera fattiva alla ricerca delle vulnerabilità non documentate a livello internazionale, che si sta distinguendo a livello paese sull’elevata caratura delle attività svolte, oltre a contribuire all’innalzamento dei livelli di sicurezza dei prodotti utilizzati da organizzazioni e singole persone.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza:Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione
È uscito il sesto episodio di Betti-RHC, la serie a fumetti di Red Hot Cyber nata con l'obiettivo di trasformare la cybersecurity awareness in un'esperienza di formazione più semplice, coinvolgente e accessibile. Quello che è nato come un progetto editoriale innovativo è diventato negli anni un vero e proprio corso di cybersecurity awareness a fumetti, adottato da aziende e professionisti per sensibilizzare le persone sui rischi informatici attraverso storie, personaggi ed emozioni. In cinque anni di attività, la serie Betti-RHC ha raggiunto un risultato importante: circa 70.000 copie vendute, a testimonianza dell'interesse crescente delle organizzazioni verso nuovi strumenti per costruire una concreta cultura della sicurezza.
Il sesto episodio porta Betti dentro le nostre case, in un mondo "connesso", dove lampadine, telecamere, assistenti vocali, serrature, sensori ed elettrodomestici intelligenti promettono comfort e sicurezza, ma possono nascondere nuove e insidiose superfici di attacco. Attraverso una nuova avventura, Betti ci accompagna alla scoperta del mondo della domotica e dei dispositivi IoT, mostrando come la poca cautela nell'utilizzo di queste tecnologie possa trasformare oggetti quotidiani in porte d'accesso per chi vuole osservare, controllare o colpire.
Per accompagnare la crescita del progetto abbiamo realizzato il sito ufficiale di Betti-RHC, dove è possibile conoscere meglio la serie, gli episodi e il progetto di cybersecurity awareness sviluppato da Red Hot Cyber. L'obiettivo è continuare a portare la cultura della sicurezza fuori dai tradizionali percorsi formativi standard, utilizzando il linguaggio immediato del fumetto per parlare a dipendenti, professionisti e persone senza competenze tecniche. Per maggiori informazioni su Betti-RHC e sul sesto episodio “Open Mic” è possibile visitare il sito ufficiale:betti.redhotcyber.com.