Gli sviluppatori del sistema operativo Redox OS, scritto in Rust,hanno abilitato il supporto multithreading di default per i sistemi x86. In precedenza, la funzionalità era sperimentale, ma dopo la correzione di alcuni bug è diventata parte integrante della piattaforma. Ciò garantisce un notevole incremento delle prestazioni sui computer e laptop moderni.
Redox OS è stato sviluppato da zero e implementato interamente in Rust, un linguaggio incentrato sulla sicurezza e sulla tolleranza agli errori. Il passaggio a un modello multithread consente al sistema di utilizzare le risorse della CPU in modo più efficiente e di eseguire attività parallele più velocemente, il che è particolarmente importante per gli scenari desktop e server.
Inoltre, il team ha introdotto diverse importanti ottimizzazioni. La gestione dei file di piccole dimensioni è stata migliorata, l’installazione del sistema è stata velocizzata e il supporto alla compressione LZ4 è stato aggiunto al file system RedoxFS.
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Gli sviluppatori definiscono queste modifiche un “passo fondamentale” nel miglioramento della velocità e della reattività del sistema operativo.
L’aggiornamento include anche miglioramenti alle app e all’esperienza utente. Questi miglioramenti riguardano gli strumenti principali e l’interfaccia, rendendo il sistema più stabile e facile da usare nell’uso quotidiano.
Una dimostrazione convincente delle capacità del progetto è stato il successo dell’avvio di Redox OS sugli smartphone BlackBerry KEY2 LE e Google Pixel 3. Sebbene si tratti ancora di build di prova, gli sviluppatori sottolineano che il kernel e il modello di driver sono già sufficientemente versatili per i dispositivi mobili.
Redox OS rimane uno dei pochi sistemi operativi sviluppati da zero in Rust e indipendenti dal codice Linux o BSD. Il progetto sviluppa il proprio file system, kernel e ambiente, rendendolo un esempio unico di approccio Rust “puro” alla programmazione di sistemi.
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