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RHC Intervista Francesca Mortari, Director YouTube Southern Europe

RHC Intervista Francesca Mortari, Director YouTube Southern Europe

17 Marzo 2026 07:11

In un momento storico in cui tecnologia e digitalizzazione stanno ridefinendo il nostro modo di vivere, lavorare e comunicare, è fondamentale ascoltare le voci di chi guida il cambiamento. Ho il piacere di parlare con Francesca Mortari, una delle figure chiave di YouTube nel Sud Europa.

Francesca, oltre ad essere una mia amica, ha una lunga esperienza nel mondo digitale, ed ha contribuito a plasmare le strategie di una delle piattaforme più influenti al mondo, che oggi conta oltre due miliardi di utenti attivi e ha rivoluzionato il modo in cui apprendiamo, creiamo contenuti e condividiamo esperienze.

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In questa intervista che ha concesso a Red Hot Cyber, affronteremo diversi temi: dallo stato della digitalizzazione in Italia, ai 20 anni di storia di YouTube, dall’impatto dei contenuti brevi e dei social sulle nuove generazioni, fino alle sfide legate alla regolamentazione e alla tutela dei minori online. Infine, Francesca condividerà il suo messaggio e i consigli per le nuove generazioni che vogliono entrare nel mondo del digitale.

Un viaggio nella tecnologia e nella cultura digitale attraverso gli occhi di chi ne è protagonista, per capire meglio il presente e immaginare insieme il futuro.

RHC : YouTube ha appena compiuto 20 anni: in che modo, secondo te, ha contribuito a cambiare il modo in cui apprendiamo, comunichiamo e lavoriamo?

Francesca Mortari : In vent’anni YouTube si è evoluto da semplice archivio di video a pilastro della cultura digitale, cambiando profondamente il modo in cui apprendiamo, comunichiamo e lavoriamo. Oggi la piattaforma ospita formati molto diversi: ai contenuti long form si sono affiancati gli Shorts, i podcast e vodcast, creando un ecosistema che rende il sapere più accessibile e partecipativo. I creator hanno sviluppato linguaggi che spesso anticipano l’innovazione dei media tradizionali. Questa evoluzione ha dato vita anche a una vera Content Economy: solo negli ultimi tre anni YouTube ha distribuito globalmente oltre 100 miliardi di dollari ai creator, artisti e media company che sempre più spesso al centro dell’intrattenimento. Anche in Italia: nel nostro paese i canali con ricavi più alti sono aumentati del 15% e oltre il 40% del tempo di visione dei contenuti italiani arriva dall’estero. È la dimostrazione che la creatività digitale può diventare un asset economico importante per occupazione, innovazione e internazionalizzazione.

RHC : YouTube ha dato voce a milioni di persone, abbattendo barriere geografiche e sociali. Qual è, a tuo avviso, il più grande valore culturale che la piattaforma ha portato a livello globale?

Francesca Mortari : Uno dei contributi culturali più importanti di YouTube è la democratizzazione della narrazione. Oggi non esiste più un unico centro che decide quali storie meritano di essere raccontate: chiunque può condividere la propria prospettiva e trovare una comunità globale pronta ad ascoltare, creando un ponte tra culture diverse. Il fatto che quasi la metà delle visualizzazioni dei creator italiani provenga dall’estero dimostra come i contenuti di qualità possano superare facilmente i confini geografici. Un altro elemento chiave è la convivenza dei formati e degli schermi: YouTube è allo stesso tempo mobile, personale e domestico. Oggi oltre 24 milioni di italiani guardano YouTube su Connected TV, portando i creator direttamente nel salotto di casa. Il nostro obiettivo è continuare a costruire un ecosistema aperto e sicuro, dove la diversità di voci diventa una risorsa che alimenta innovazione culturale e creativa.

RHC : L’avvento di TikTok ha cambiato radicalmente il consumo dei contenuti digitali, influenzando anche YouTube e Meta, costretti a realizzare contenuti ultrarapidi, per contrastare l’avanzata del competitor, secondo te questo modello di contenuti cambia il modo di pensare delle persone, soprattutto dei più giovani?

Francesca Mortari : L’evoluzione verso contenuti più brevi non ha ridotto la capacità di approfondimento dei giovani: ha semplicemente trasformato il modo in cui accedono alle informazioni. Oggi viviamo in un ecosistema multiformato in cui i contenuti brevi, come gli Shorts, spesso funzionano come primo punto di contatto che stimola curiosità e porta poi a contenuti più lunghi e approfonditi. Molti ragazzi utilizzano YouTube non solo per intrattenimento ma anche per imparare, dai tutorial alla sostenibilità fino alla finanza personale, cercando strumenti concreti per capire il mondo e sviluppare competenze. La crescita dei podcast video e dei contenuti long-form, sempre più spesso fruiti anche su Connected TV, dimostra che l’interesse per l’approfondimento resta molto forte. In questo senso la brevità non sostituisce la profondità: spesso ne diventa semplicemente la porta d’ingresso.

RHC : Le piattaforme hanno oggi strumenti di tutela, ma sono sufficienti? Dove finisce la responsabilità delle aziende e dove inizia quella delle famiglie e delle istituzioni?

Francesca Mortari : Permettere ai ragazzi di prosperare nel mondo digitale è un compito che riguarda tutti noi: genitori, comunità, industria, governo ed educatori. Ecco perché ci impegniamo a collaborare per offrire esperienze più sicure e adatte all’età, sostenendo al contempo la capacità dei bambini di imparare ed esplorare online.

Come piattaforma abbiamo il dovere di progettare ambienti sicuri e adatti alle diverse età, ed è per questo che investiamo da anni in esperienze dedicate ai più giovani: da YouTube Kids, lanciato nel 2015, fino all’esperienza con supervisione per i preadolescenti introdotta nel 2021. Continuiamo inoltre a migliorare gli strumenti per i genitori, semplificando la gestione degli account familiari e rafforzando i controlli parentali. Tra le novità più recenti c’è anche la possibilità di gestire il tempo trascorso sugli Shorts, arrivando persino a impostare il timer su zero. Allo stesso tempo crediamo che il ruolo dei genitori resti centrale: il nostro obiettivo non è tenere i ragazzi lontani dal digitale, ma offrire alle famiglie strumenti per accompagnarli e guidarli in modo consapevole.

RHC : Facciamo un gioco. Dinanzi a te, c’è un ragazzo una ragazza, che vorrebbero lavorare nel mondo digitale e delle piattaforme tecnologiche, quali consigli gli puoi dare per arrivare dove sei arrivata tu?

Francesca Mortari : A un giovane direi di guardare oltre i singoli strumenti e appassionarsi ai processi. Il digitale è un ecosistema in continua evoluzione, dove curiosità e capacità di adattarsi fanno la differenza. È importante sviluppare competenze ibride: saper leggere i dati ma anche comprendere i linguaggi culturali e le community che vivono sulle piattaforme. Consiglierei inoltre di non limitarsi a consumare contenuti, ma di osservare come i diversi formati stanno cambiando il rapporto tra persone, informazione e conoscenza. In un mondo guidato dagli algoritmi, gli asset più solidi restano autenticità, visione e capacità di creare valore reale. La passione può diventare una vera startup personale, se accompagnata da curiosità, apertura al cambiamento e voglia di innovare.

RHC : E che messaggio sente di lanciare ai genitori che guardano ai social con preoccupazione?

Francesca Mortari : Il messaggio che mi sento di dare ai genitori è di guardare al mondo digitale con consapevolezza e partecipazione. Oggi piattaforme come YouTube sono anche spazi di apprendimento: secondo uno studio del Pew Research Center del 2025, il 92% degli adolescenti statunitensi tra i 13 e i 17 anni utilizza YouTube, e il 79% degli insegnanti che lo usano in classe ritiene che aiuti gli studenti ad apprendere. Il nostro obiettivo è mantenere YouTube un luogo di scoperta, offrendo allo stesso tempo ai genitori strumenti sempre più efficaci per guidare l’esperienza dei propri figli. Ai genitori direi quindi di non sentirsi soli: il modo migliore per affrontare il digitale è accompagnare i ragazzi, parlarne con loro e utilizzare gli strumenti disponibili per costruire insieme un’esperienza online equilibrata e sicura. Come piattaforma, il nostro impegno è proprio quello di mettere le famiglie nelle condizioni di fare queste scelte in modo semplice e consapevole.

Grazie Francesca, ti aspettiamo alla prossima conferenza di Red Hot Cyber, nel prossimo mese di maggio a Roma.



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Villani 150x150
Dilettante nel cyberspazio, perenne studente di scienze politiche, sperava di conoscere Stanley Kubrick per farsi aiutare a fotografare dove sorge il sole. Risk analysis, Intelligence e Diritto Penale sono la sua colazione da 30 anni.
Aree di competenza: Geopolitica, cyber warfare, intelligence, Diritto penale, Risk analysis