La decisione di sospendere le tesi di laurea a causa dell’intelligenza artificiale (IA) è stata presa dalla filiale di Sochi della Russian University of Economics (RUDN), una mossa senza precedenti in Russia.
Questa scelta, approvata dal consiglio scientifico dell’ateneo, riflette la posizione del Ministero dell’Istruzione e della Scienza della Federazione Russa. Il ministero ha evidenziato come le tesi di laurea non siano più un metodo obiettivo per valutare le conoscenze degli studenti, specialmente con l’avvento delle tecnologie di intelligenza artificiale.
Le reti neurali moderne sono in grado di analizzare decisioni giudiziarie, sviluppare argomentazioni legali e creare documenti strutturati di decine di pagine. Pertanto, la valutazione degli studenti si concentrerà ora sulla loro capacità di pensare strategicamente e applicare il diritto in situazioni complesse ed etiche.
La capacità degli algoritmi di generare documenti strutturati e legalmente argomentati in tempi record ha reso obsolete le tradizionali prove di competenza accademica. Quest’anno, quasi un quarto delle tesi degli studenti russi è stato realizzato con l’aiuto dell’IA.
I segni di generazione di testo sono stati rilevati nel 22,7% delle tesi di laurea. Nei dieci principali atenei, la percentuale di tali lavori è stata intorno al 16%, mentre nella seconda decina delle migliori università il valore ha raggiunto il 25%.
“Le tesi di laurea non sono più un modo per valutare gli studenti”, ha dichiarato il direttore dell’Istituto Alexander Petenko.
La filiale di Sochi della RUDN ha preso una decisione importante che mostra come l’intelligenza artificiale stia cambiando il modo in cui valutiamo gli studenti universitari. Fino a poco tempo fa, la tesi di laurea era il modo principale per verificare cosa aveva imparato uno studente durante gli anni di università. Tuttavia, adesso che esistono sistemi di intelligenza artificiale che possono generare testi, non è più così chiaro se la tesi di laurea sia ancora un buon modo per capire cosa possa sapere realmente uno studente.
Le università devono quindi ripensare ai modi per valutare gli studenti, concentrandosi su prove che misurino la capacità di ragionamento critico, di prendere decisioni, di analizzare situazioni complesse e di applicare concretamente le conoscenze acquisite. Sono aspetti che, al momento, gli algoritmi non possono ancora gestire bene.
La scelta della RUDN potrebbe essere il segnale di una tendenza che si estenderà anche ad altre università nel mondo. Non si tratta solo di reagire all’uso dell’intelligenza artificiale, ma di cambiare radicalmente il modo in cui valutiamo e certificiamo le competenze degli studenti. L’obiettivo non è quello di contrastare la tecnologia, ma di adattarsi al fatto che la produzione automatica di contenuti è ormai una realtà con cui dobbiamo convivere.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance