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Russia: il passaggio al software russo non decolla e Putin minaccia ritorsioni interne.

Questa foto di qualche anno fa è storia, quando Putin veniva ritratto accanto al suo PC che sembrava eseguire una installazione di Microsoft Windows XP.

Come abbiamo riportato in precedenza, molte nazioni (tre le quali Russia, ma già da tempo la Cina), stanno pianificando una autonomia dalle tecnologie occidentali, soprattutto per quanto riguarda hardware e software.

Durante un incontro, il presidente della federazione russa Vladimir Putin, ha osservato che il software straniero è ancora largamente diffuso in tutta la Russia.

Maksut Shadayev, capo del ministero dell’Industria digitale, ha affermato che le aziende statali non hanno speso nemmeno la metà dei fondi previsti per l’implementazione del software.

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Negli ultimi due anni, il mercato ha perso circa 70 miliardi di rubli nell’ambito dei programmi approvati per il passaggio al software russo.

“Sono d’accordo con la necessità di aumentare la responsabilità dei capi delle aziende statali. I colleghi dovrebbero capire che ad un certo punto, tutto il software che viene usato oggi, potrebbe essere ritirato o disabilitato e loro non saranno pronti a fronteggiare questa evenienza. E se non sono pronti, si assumeranno la responsabilità”

ha detto Putin.

Secondo i piani del governo precedentemente annunciati, entro il 2024 la quota di acquisti di soluzioni digitali russe dovrebbe essere almeno del 70% dell’importo totale della spesa del software.

In primavera, il vice primo ministro Dmitry Chernyshenko ha annunciato che entro il 2024 tutte le società con una quota del 50% dello stato, si devono unire a queste direttive.

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