Un recente studio di TrendAI™ evidenzia come gli insider, dipendenti con autorità operativa, siano sempre più reclutati dai cybercriminali per vendere accessi privilegiati, manipolare processi aziendali e facilitare frodi in settori come finanza, telecomunicazioni e sanità. Il fenomeno si è trasformato in un mercato underground strutturato, con listini, broker e servizi standardizzati. La diffusione dell'intelligenza artificiale amplifica il valore di questi insider, rendendo indispensabile per le organizzazioni anticipare i rischi e rafforzare le difese interne.
I dipendenti “sleali” possono guadagnare anche centinaia di migliaia di dollari vendendo l’accesso alla propria azienda o a informazioni esclusive
Milano, 15 settembre 2026 – I cybercriminali si avvalgono sempre più della collaborazione di insider all’interno delle organizzazioni che mirano a colpire. È questa l’ultima pericolosa tendenza che emerge da “The Market for Trust: How Cybercriminals Recruit Corporate Insiders”, l’ultimo studio di TrendAI™, leader globale di AI security e business unit di Trend Micro™.
L’intelligenza artificiale trasforma ogni settore, ma il fattore umano continua a rappresentare una delle risorse più preziose per gli attaccanti. La ricerca afferma che il fenomeno degli insider non è più il risultato di episodi isolati o del comportamento di singoli dipendenti sleali. Al contrario, si è evoluto in un vero e proprio mercato criminale organizzato, con broker, reclutatori, bonus per le segnalazioni, servizi di garanzia, accordi di revenue sharing e collaborazioni continuative che consentono ai cybercriminali di reclutare dipendenti all’interno delle aziende tramite forum underground e canali Telegram dedicati.
L’aspetto più interessante riguarda il profilo degli insider più ricercati. Non sono necessariamente gli utenti con i privilegi tecnici più elevati, bensì coloro che dispongono di autorità operativa: dipendenti in grado di approvare pagamenti, ripristinare account, aggirare controlli antifrode, autorizzare operazioni o accedere a dati sensibili. In altre parole, per i cybercriminali il valore non risiede solo nell’accesso ai sistemi, ma anche nella fiducia e nel ruolo che una persona ricopre all’interno dei processi aziendali, poiché è proprio questa autorità operativa a consentire di svolgere attività che un attaccante esterno difficilmente riuscirebbe a eseguire con la stessa credibilità.
Per questo motivo, i servizi degli insider sono ricompensati molto bene: da qualche centinaio di dollari per le recensioni pilotate a centinaia di migliaia per garantire l’accesso a database esclusivi o ad aziende dal fatturato miliardario.
“L’idea di violare un firewall è sorpassata: oggi i cybercriminali cercano chi può premere il pulsante di approvazione. Il bersaglio di maggior valore non è il dipendente con i privilegi tecnici più elevati, ma quello in grado di autorizzare un pagamento, ripristinare un account, aggirare un controllo antifrode o accedere a dati sensibili. Oggi i criminali prendono di mira i processi di business, non soltanto il perimetro tecnologico”. Commenta Marco Fanuli, Technical Director di TrendAI™ Italia, una Business Unit di Trend Micro.
La ricerca evidenzia che i servizi degli insider stanno rapidamente diventando prodotti standardizzati nei mercati underground, con listini, tempi di esecuzione e programmi di rivendita, a conferma di un mercato ormai pienamente strutturato. Tra questi, figurano lo sblocco di account sospesi, le frodi sui rimborsi, gli attacchi SIM swap, la manipolazione delle informazioni di tracking delle spedizioni e il recupero di account compromessi.
Comprendere come evolvono domanda e offerta di questi servizi consente alle organizzazioni di anticipare dove potrebbero emergere nuovi rischi e quali funzioni aziendali risultano maggiormente esposte.
Lo studio evidenzia come il fenomeno interessi trasversalmente numerosi comparti.
“Per molto tempo abbiamo considerato le minacce interne come il risultato di dipendenti scontenti o di errori involontari. Oggi osserviamo qualcosa di molto diverso. I criminali reclutano attivamente dipendenti fidati attraverso marketplace criminali strutturati, trasformando l’accesso privilegiato in un servizio che può essere acquistato e venduto”, conclude Marco Fanuli, Technical Director di TrendAI™ Italia, una Business Unit di Trend Micro.
Questa tendenza è destinata ad accelerare ulteriormente con la diffusione dell’intelligenza artificiale. Man mano che le aziende accumulano modelli di AI, dati proprietari per l’addestramento e accessi privilegiati ai sistemi, aumenterà anche il valore degli insider in grado di accedere a tali risorse o di abusarne senza destare sospetti.
Lo studio dimostra che oggi ciò che i cybercriminali ricercano non è soltanto l’accesso ai sistemi, ma anche autorità e fiducia. Per questo un attacco non passa necessariamente attraverso vulnerabilità o sofisticate tecniche di intrusione. Sempre più spesso, il punto di ingresso più efficace coincide con una persona che beneficia della fiducia dell’organizzazione e dispone dell’autorità necessaria per intervenire sui processi aziendali.
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