
Redazione RHC : 7 Febbraio 2022 07:19
In un recente rapporto, il direttore del Federal Bureau of Investigation (FBI) Christopher Wray attribuisce la responsabilità delle più grandi campagne di attacchi informatici al Partito Comunista Cinese, considerando che (a detta di Wray) per l’attuale regime del colosso asiatico, non esiste la pace nel cyberspazio.
Di tutte le indagini attive presso l’FBI, più di 2.000 riguardano tattiche di hacking implementate da agenti del governo cinese, che vengono sorpresi mentre cercano di spiare persone di interesse negli Stati Uniti, rubare informazioni sensibili e persino accedere a software critici del Nord America.
Wray afferma che il governo cinese è stato in grado di rubare un volume di informazioni senza precedenti, causando gravi danni a tutti i tipi di organizzazioni, ad un ritmo allarmante di 2 nuovi incidenti registrati ogni giorno.
Nella loro ricerca per compromettere obiettivi in Occidente, gli hacker cinesi ricorrono a tutti i tipi di metodi e strumenti. Ad esempio, il piano identificato come “Made in China 2025”, elenca 10 punti chiave per il successo della sua repubblica nei prossimi anni, dimostrando che è fondamentale per la Cina assumere un ruolo preponderante a livello globale in campi come la robotica, la ricerca energetica, l’industria aerospaziale e farmaceutica, anche a costo del furto della proprietà intellettuale.
Oltre alle ovvie tattiche di guerra informatica, il Partito Comunista Cinese si rivolge ai suoi agenti di intelligence più abili in cerca di accesso a informazioni critiche che potrebbero influenzare i suoi avversari. Come se non bastasse, il governo cinese mantiene anche investimenti significativi per distribuire la sua influenza ideologica all’estero.
Di fronte a questo scenario di rischio, l’FBI utilizza tutte le sue risorse di intelligence per l’identificazione e lo smantellamento precoce delle campagne di hacking orchestrate dal Partito Comunista Cinese. In una recente operazione, gli agenti americani sono riusciti a interrompere l’esecuzione di una backdoor sui server Microsoft Exchange che avrebbe potuto rivelarsi disastrosa per migliaia di organizzazioni pubbliche e private.
Le agenzie statunitensi cercano anche di condividere tutte le loro scoperte con la comunità di ricerca indipendente e le società di sicurezza, il che consentirà loro di creare un ambiente sempre aggiornato sulle ultime minacce. In questo modo, l’FBI mostra il suo impegno nei confronti delle forze dell’ordine di tutto il mondo e lavora per garantire che la criminalità informatica non possa agire liberamente contro obiettivi critici.
Redazione
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