Siamo messi male. Il 93% delle aziende può essere violata. Parola di Positive Technologies.
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Siamo messi male. Il 93% delle aziende può essere violata. Parola di Positive Technologies.

Siamo messi male. Il 93% delle aziende può essere violata. Parola di Positive Technologies.

Redazione RHC : 5 Dicembre 2021 12:41

Gli esperti di Positive Technologies hanno analizzato i risultati dei test di penetrazione e hanno scoperto che nel 93% dei casi, un utente malintenzionato esterno, può violare la rete e ottenere l’accesso alle risorse. Tutto questo avviene mediamente in due giorni, compresa la penetrazione della rete interna dell’azienda.

Nel caso invece di un malintenzionato interno all’azienda, in questo caso il 100% del personale potrebbe ottenere il controllo completo dell’infrastruttura.

Lo studio è stato condotto sulle seguenti tipologie di aziende:

  • Organizzazioni finanziarie (29%)
  • Organizzazioni per il carburante e l’energia (18%),
  • Aziende statali (16%)
  • Aziende industriali (16%)
  • Aziende IT (13%)
  • Altre industrie

Durante l’analisi, relativamente alla protezione contro un aggressore esterno, gli esperti sono riusciti a superare il perimetro della rete nel 93% dei casi.

Secondo gli esperti dell’azienda, questo indicatore è rimasto su un livello elevato per molti anni e conferma che per quasi tutte le infrastrutture aziendali, i criminali, sono in grado di accedere alle reti delle organizzazioni.

Afferma Ekaterina Kilyusheva, capo del gruppo di ricerca del dipartimento di analisi della sicurezza delle informazioni presso Positive Technologies:

“In questi progetti, le aziende, in media, hanno definito sei impatti reali inaccettabili che avrebbero messo a serio rischi l’azienda. Secondo i nostri clienti, il pericolo maggiore per loro è rappresentato da impatti reali legati all’interruzione dei processi tecnologici, dei processi di erogazione dei servizi, furto di denaro e informazioni importanti. In totale, è stato possibile realizzare il 71% degli impatti reali riportati”.

Ed infine ha aggiunto:

“È interessante notare che un attacco che porti ad un impatto reale valido, richiederà a un utente malintenzionato non più di un mese per attuarlo. Lo sviluppo di attacchi su alcuni sistemi può avvenire anche nel giro di pochi giorni”.

Nonostante il fatto che gli istituti finanziari siano considerati uno dei più protetti, nell’ambito della verifica degli eventi inaccettabili in ciascuna banca, gli specialisti sono riusciti a eseguire azioni capaci di interrompere i processi aziendali della banca e influire sulla qualità dei servizi forniti.

Ad esempio, è stato ottenuto l’accesso al sistema di gestione degli ATM con la possibilità di sottrarre denaro.

Il percorso di un utente malintenzionato nelle reti esterne ai sistemi di destinazione inizia attraversando il perimetro di superfice esterna. Secondo la ricerca, in media occorrono due giorni per penetrare nella rete interna di un’azienda. Gli esperti hanno definito alcune classiche vulnerabilità che permettono quest, la prima sono le credenziali (71% dei progetti) la via principale per penetrare nella rete di una azienda, attribuendo ciò principalmente al fatto che i dipendenti amano impostare password semplici, anche per gli account utilizzati per amministrare i sistemi.

Un utente malintenzionato con credenziali con privilegi di amministratore di dominio potrebbe ottenere molte altre credenziali ed effettuare movimenti laterali attraverso la rete aziendale e accedere a computer e server chiave.

Gli strumenti di amministrazione, virtualizzazione, protezione o monitoraggio spesso aiutano un intruso ad accedere a segmenti di rete isolati.

Secondo la ricerca, nella maggior parte delle aziende non esiste una segmentazione della rete per processi aziendali, il che rende possibile sviluppare diversi vettori di attaccocapaci di compromettere le attività operative dell’azienda.

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