MailChimp, la nota piattaforma statunitense di e-mail marketing, il 13 gennaio ha comunicato una violazione di sicurezza che ha coinvolto i propri sistemi ed è tutt’ora oggetto di analisi interna.
L’allerta è scattata per un evento di due giorni prima, nel momento in cui il team di sicurezza ha rilevato un incidente di sicurezza interno derivante da alcuni accessi non autorizzati agli strumenti interni per il contatto con i clienti e l’amministrazione dell’account. L’attore malevolo aveva infatti condotto alcuni attacchi di ingegneria sociale nei confronti di dipendenti e fornitori per ottenere l’accesso a circa 133 account.
Successivamente alla scoperta dell’accaduto, la misura di mitigazione intrapresa è stata la sospensione degli accessi agli account in cui erano state rilevate le attività anomale e la violazione è stata notificata ai titolari degli account in meno di 24 ore dalla scoperta. Non solo: gli utenti sono stati contattati in seguito per ottenere assistenza nei passaggi di ripristino dell’account e poter ottenere ulteriori dettagli, mentre tutti gli aggiornamenti saranno pubblicati nella pagina dedicata alla violazione.
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A questo punto può venire da chiedersi se le organizzazioni Clienti cui fanno riferimento gli account compromessi debbano o meno attivare una procedura di data breach, o se altrimenti sia un adempimento che deve svolgere unicamente MailChimp.
Dal momento che MailChimp assume il ruolo di responsabile del trattamento e i rapporti sono regolati da un apposito Addendum sul trattamento dei dati, al punto 4.4 sono specificamente previste le modalità di risposta agli incidenti di sicurezza. Fra queste figura l’obbligo in capo a MailChimp di fornire informazioni ai “senza indebito ritardo e, ove possibile, in ogni caso entro 48 ore dal momento in cui ne viene a conoscenza”, “fornire informazioni tempestive relative all’Incidente di sicurezza non appena ne viene al corrente o come ragionevolmente richiesto dal Cliente”, nonché “adottare tempestivamente misure ragionevoli per contenere e indagare qualsiasi Incidente di sicurezza”.
È bene ricordare infatti che un responsabile del trattamento ha solo obblighi di assistenza nei confronti del titolare per garantire il rispetto degli adempimenti relativi alla gestione delle violazioni di dati personali (come da art. 28.3 lett. f) GDPR).
L’eventuale notifica di violazione, così come la comunicazione agli interessati, è un obbligo in capo al solo titolare. Ad oggi, e dalle informazioni rese note da MailChimp, ciascuno dei titolari coinvolti dovrà certamente limitarsi a registrare l’evento (come previsto dall’art. 33.5 GDPR) attendendo di ricevere ulteriori informazioni circa l’effettiva o potenziale compromissione dei dati personali delle liste di iscritti (consistenti in nominativi e indirizzi e-mail).
Dunque, la procedura di data breach deve essere comunque attivata, in quanto un incidente di sicurezza è occorso, ma le 72 ore per la notifica all’autorità di controllo inizieranno a decorrere dalla conferma circa la possibile compromissione dei dati personali.
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Privacy Officer e Data Protection Officer, è Of Counsel per Area Legale. Si occupa di protezione dei dati personali e, per la gestione della sicurezza delle informazioni nelle organizzazioni, pone attenzione alle tematiche relative all’ingegneria sociale. Responsabile del comitato scientifico di Assoinfluencer, coordina le attività di ricerca, pubblicazione e divulgazione. Giornalista pubblicista, scrive su temi collegati a diritti di quarta generazione, nuove tecnologie e sicurezza delle informazioni.
Aree di competenza:Privacy, GDPR, Data Protection Officer, Legal tech, Diritti, Meme
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