Sempre più amministrazioni avviano simulazioni di campagne di phishing per misurare la capacità dei propri dipendenti di riconoscere i messaggi sospetti. Quando queste attività coinvolgono strutture pubbliche, può succedere che i messaggi vengano inopportunamente segnalati ai CERT istituzionali come se fossero illecite.
Senza qualche accorgimento tecnico per evidenziare la natura simulata dell’attività, la campagna può essere interpretata come un’operazione malevola vera e propria, con il rischio che anche i CERT censiscano gli indicatori della simulazione nelle blacklist operative.
Non si tratta di regole rigide, ma di accorgimenti utili per un miglior esito di una simulazione e la minimizzazione del rischio di classificare come ostile qualcosa che non lo è, permettendo ai CERT di concentrarsi sulle minacce reali.
1. Inserire un commento nel codice HTML della pagina
Aggiungere un breve commento nel codice HTML, visibile solo a chi lo ispeziona, aiuta chi analizza la pagina a capire che si tratta di un test legittimo. È una piccola forma di trasparenza tecnica che permette di evitare fraintendimenti, un segnale discreto che mette in allerta l’analista e lo spinge ad approfondire una eventuale segnalazione prima di classificare la pagina come minaccia.
2. Lasciare visibili le informazioni del WHOIS
Non oscurare il WHOIS del dominio usato per la campagna. Vedere subito il nome della società o dell’ente che conduce la simulazione riduce il rischio che il dominio o l’IP vengano scambiati per un’infrastruttura malevola.
3. Informare preventivamente i CERT istituzionali
Una comunicazione essenziale ai CERT istiuzionali che probabilmente potrebbero essere allertati aiuta a evitare segnalazioni di falsi positivi. Possono bastare poche informazioni come:
domini e IP utilizzati (opzionalmente il numero di telefono in caso di smishing)
periodo previsto della simulazione
eventuale tipo di target
Non serve descrivere nei dettagli lo scenario, ma solo poche ed essenziali informazioni sono sufficienti permettere ai CERT di riconoscere i relativi indicatori.
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4. Usare un file security.txt sul dominio
Avere un file security.txt (vedere in proposito RFC 9116) disponibile sul dominio della simulazione permette agli analisti di verificare subito se esiste un contatto a cui chiedere conferma. Un riferimento operativo chiaro accelera la gestione dei dubbi e riduce il rischio di trattare la simulazione come un incidente reale.
5. Informare l’utente dopo l’inserimento delle credenziali
Dopo che l’utente inserisce le credenziali o avvia un download, si può scegliere di mostrare subito una pagina che chiarisce che si tratta di una simulazione. Questa soluzione evita preoccupazioni inutili e favorisce la consapevolezza. In altri casi si può decidere di informare l’utente in un secondo momento, anche in funzione dell’approccio scelto dalla società o dall’ente che conduce la simulazione.
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