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Sneaky2FA: il phishing che ruba credenziali con attacchi browser-in-the-browser

Sneaky2FA: il phishing che ruba credenziali con attacchi browser-in-the-browser

22 Novembre 2025 08:38

Gli specialisti di Push Security hanno notato che la piattaforma di phishing Sneaky2FA ora supporta attacchi browser-in-the-browser, che consentono la creazione di finestre di accesso false e il furto di credenziali e sessioni.

Sneaky2FA e gli altri PhaaS (phishing-as-a-service)

Sneaky2FA è uno dei servizi PhaaS (phishing-as-a-service) più diffusi tra i criminali informatici. Insieme a Tycoon2FA e Mamba2FA, Sneaky2FA e mira principalmente al furto di account Microsoft 365.

Questo kit di phishing è noto per gli attacchi che utilizzano SVG e la tattica “attacker-in-the-middle”: il processo di autenticazione viene inoltrato tramite una pagina di phishing al servizio reale, consentendo agli aggressori di intercettare i token di sessione.

Di conseguenza, anche con l’autenticazione a due fattori (2FA) abilitata, gli aggressori ottengono l’accesso all’account della vittima.

La tecnica dell’attacco browser-in-the-browser (BitB)

La tecnica di attacco browser-in-the-browser (BitB) è stata descritta per la prima volta nel 2022 da un ricercatore di sicurezza noto con lo pseudonimo mr.d0x. Ha dimostrato che il browser-in-the-browser consente la creazione di moduli di accesso di phishing utilizzando finestre di browser false.

L’attacco si basa sul fatto che, quando si accede a un sito web, spesso viene visualizzato un messaggio che richiede di effettuare l’accesso utilizzando un account Google, Microsoft, Apple, Twitter, Facebook, Steam e altri. Cliccando su un pulsante di questo tipo (ad esempio, “Accedi con Google“), viene visualizzata una finestra di Single Sign-On (SSO) nel browser, che richiede di inserire le proprie credenziali e di accedere con quell’account.

Queste finestre vengono troncate, mostrando solo il modulo di accesso e una barra degli indirizzi che mostra l’URL. Questo URL verifica che l’accesso al sito avvenga tramite un dominio reale (ad esempio, google.com), rafforzando ulteriormente la fiducia dell’utente nel processo.

In sostanza, gli aggressori creano finestre di browser false all’interno di finestre di browser reali e presentano alle vittime pagine di accesso o altri moduli per rubare credenziali o codici di accesso monouso (OTP).

Esempio di attacco browser-in-the-browser (BitB)

Sneaky2F e browser-in-the-browser (BitB)

BitB è ora attivamente utilizzato in Sneaky2F: la pagina falsa si adatta dinamicamente al sistema operativo e al browser della vittima (ad esempio, imitando Edge su Windows o Safari su macOS).

L’attacco funziona come segue:

  • viene richiesto di accedere con un account Microsoft per visualizzare il documento;
  • Dopo aver cliccato, viene visualizzata una finestra BitB falsa con una barra degli indirizzi Microsoft falsa;
  • All’interno della finestra viene caricata una pagina di phishing reverse proxy che sfrutta il vero processo di accesso per rubare le credenziali e un token di sessione.

In sostanza, l’uso della tecnica di BitB aggiunge un ulteriore livello di inganno alle capacità già esistenti di Sneaky2FA.

I ricercatori notano che il kit di phishing utilizza un offuscamento avanzato di HTML e JavaScript per eludere il rilevamento statico (il testo è intervallato da tag invisibili e gli elementi dell’interfaccia sono immagini codificate). Sebbene tutto appaia normale all’utente, questo ostacola il funzionamento degli strumenti di sicurezza. Inoltre, Sneaky2FA reindirizza bot e ricercatori a una pagina separata e innocua.

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