Sophos ha recentemente annunciato la risoluzione di cinque vulnerabilità di sicurezza indipendenti individuate nei propri firewall, alcune delle quali di gravità critica e altre di livello alto e medio. Le vulnerabilità sono state corrette tramite hotfix distribuiti automaticamente, senza che i clienti debbano intervenire, purché sia attiva l’opzione “Consenti installazione automatica di hotfix”, che risulta abilitata di default nelle versioni interessate.
Tra le vulnerabilità corrette, spiccano due falle critiche: la prima (CVE-2025-6704) riguarda una scrittura arbitraria di file nella funzionalità Secure PDF eXchange (SPX), che può consentire l’esecuzione di codice remoto prima dell’autenticazione in configurazioni particolari in modalità High Availability (HA). La seconda (CVE-2025-7624) è una SQL injection nel proxy SMTP legacy che, se combinata con una policy di quarantena per l’email e un aggiornamento da versioni precedenti alla 21.0 GA, può anch’essa portare all’esecuzione di codice remoto. Entrambe sono state segnalate in modo responsabile da ricercatori esterni attraverso il programma bug bounty di Sophos.
Una vulnerabilità di scrittura arbitraria di file nella funzionalità Secure PDF eXchange (SPX) può causare l’esecuzione di codice remoto pre-autorizzazione, se una configurazione specifica di SPX è abilitata in combinazione con il firewall in modalità High Availability (HA). Il problema, che interessa circa lo 0,05% dei dispositivi, è stato scoperto e comunicato responsabilmente a Sophos da un ricercatore di sicurezza esterno tramite il programma bug bounty di Sophos.
Una vulnerabilità di SQL injection nel proxy SMTP legacy (trasparente) può causare l’esecuzione di codice remoto se è attiva una policy di quarantena per l’email e SFOS è stato aggiornato da una versione precedente alla 21.0 GA. Il problema, che interessa al massimo lo 0,73% dei dispositivi, è stato scoperto e comunicato responsabilmente a Sophos da un ricercatore di sicurezza esterno tramite il programma bug bounty di Sophos.
Una vulnerabilità di command injection in WebAdmin può consentire ad aggressori adiacenti di eseguire codice pre-autenticazione su dispositivi ausiliari ad alta disponibilità (HA), se l’autenticazione OTP per l’utente amministratore è abilitata. Il problema, che interessa circa l’1% dei dispositivi, è stato scoperto e comunicato responsabilmente a Sophos da un ricercatore di sicurezza esterno tramite il programma bug bounty di Sophos.
Una vulnerabilità nella logica di business del componente Up2Date può consentire agli aggressori di controllare l’ambiente DNS del firewall per ottenere l’esecuzione di codice remoto. Il problema è stato scoperto e comunicato responsabilmente a Sophos da un ricercatore di sicurezza esterno. Sophos desidera ringraziare il National Cyber Security Centre (NCSC) del Regno Unito per aver segnalato il problema a Sophos in modo responsabile.
Una vulnerabilità di SQL injection post-autenticazione in WebAdmin può potenzialmente portare gli amministratori a eseguire codice arbitrario. Il problema è stato scoperto e comunicato responsabilmente a Sophos da un ricercatore di sicurezza esterno. Sophos desidera ringraziare il National Cyber Security Centre (NCSC) del Regno Unito per aver segnalato il problema a Sophos in modo responsabile.
MEDIO
Altre vulnerabilità corrette
Le altre vulnerabilità comprendono CVE-2025-7382, una command injection in WebAdmin che può consentire ad aggressori nella rete locale di eseguire codice prima dell’autenticazione su dispositivi in HA con OTP abilitato, e CVE-2024-13974, una falla nella logica di business del componente Up2Date che permette agli aggressori di controllare l’ambiente DNS del firewall per ottenere l’esecuzione di codice remoto. Infine, CVE-2024-13973 è una SQL injection post-autenticazione che potrebbe portare un amministratore autenticato a eseguire codice arbitrario. Quest’ultima è considerata di gravità media.
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Versioni interessate e rilascio degli hotfix
Le correzioni sono state rese disponibili per diverse versioni del firewall. Per esempio, gli hotfix per CVE-2025-6704 sono stati rilasciati il 24 giugno 2025 per versioni come la 19.0 MR2, la 20.0 MR2, la 21.0 GA e la 21.5 GA, mentre altre vulnerabilità hanno ricevuto aggiornamenti distribuiti tra gennaio e luglio 2025. Per le vulnerabilità CVE-2024-13974 e CVE-2024-13973, le correzioni sono state incluse a partire dalla versione 21.0 MR1. Gli utenti che utilizzano versioni precedenti sono invitati a effettuare l’aggiornamento per mantenere il massimo livello di protezione.
Verifica dell’applicazione degli hotfix
Per confermare che gli hotfix siano stati correttamente applicati, Sophos consiglia di consultare la guida disponibile sul proprio portale di supporto (KBA-000010589). L’azienda ha espresso riconoscenza verso i ricercatori esterni e il National Cyber Security Centre (NCSC) del Regno Unito per la segnalazione responsabile delle vulnerabilità, sottolineando ancora una volta l’importanza della collaborazione nel rafforzamento continuo della sicurezza dei propri prodotti.
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E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza:Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks
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