Red Hot Cyber
Sicurezza Informatica, Notizie su Cybercrime e Analisi Vulnerabilità
Taiwan rafforza la difesa dei cavi sottomarini: pene più dure dopo anni di sabotaggi

Taiwan rafforza la difesa dei cavi sottomarini: pene più dure dopo anni di sabotaggi

9 Dicembre 2025 20:38

Negli ultimi anni le infrastrutture sottomarine che circondano Taiwan – cavi elettrici, condotte del gas e sistemi idrici – sono state danneggiate in più occasioni, con particolare attenzione ai cavi di comunicazione. Il 9 dicembre lo Yuan Legislativo ha approvato in terza lettura una serie di emendamenti alla Legge sull’elettricità, alla Legge sulle attività del gas naturale e alla Legge sull’approvvigionamento idrico, all’interno del pacchetto normativo noto come “Sette leggi sui cavi sottomarini”.

Le nuove norme stabiliscono pene più severe per chi manomette intenzionalmente tali infrastrutture: la reclusione può arrivare fino a sette anni, con una multa massima di 10 milioni di dollari taiwanesi. È prevista inoltre la confisca delle imbarcazioni o delle attrezzature utilizzate per commettere il reato, indipendentemente dal loro proprietario.

Il tema è particolarmente sensibile perché, secondo le autorità taiwanesi, diverse navi provenienti dalla Cina avrebbero danneggiato i cavi sottomarini in più episodi recenti. Preoccupazioni analoghe sono state espresse anche dalla Commissione USA-Cina per la Revisione Economica e della Sicurezza, che ha definito la rete sottomarina taiwanese altamente vulnerabile. Un’interruzione coordinata di tutti i cavi, secondo la Commissione, causerebbe perdite economiche stimate in 1,73 miliardi di dollari taiwanesi al giorno.

Gli emendamenti approvati il 9 dicembre aggiornano l’articolo 71-1 della Legge sull’elettricità, l’articolo 55-1 della Legge sulle attività del gas naturale e l’articolo 97-1 della Legge sull’approvvigionamento idrico. Le nuove disposizioni introducono pene da uno a sette anni per chi danneggia o mette in pericolo strutture legate allo stoccaggio, alla distribuzione del gas naturale o alle condotte e ai cavi utilizzati per il servizio idrico. Nei casi di danno colposo, è prevista la reclusione fino a sei mesi o una multa fino a 2 milioni di dollari taiwanesi.

Una novità rilevante riguarda la gestione delle prove e la prevenzione della recidiva: qualsiasi strumento impiegato per il reato – inclusi mezzi nautici e macchinari – dovrà essere sequestrato e smaltito.

Durante la stessa sessione plenaria è stata inserita anche una risoluzione per rendere pubbliche, tramite il Ministero dell’Interno, le mappe delle condotte e dei cavi sottomarini, così da evitare che eventuali indagati possano dichiarare di non essere a conoscenza della loro posizione. La diffusione delle informazioni, secondo il legislatore, dovrebbe agevolare sia la cittadinanza sia il lavoro delle forze dell’ordine e dei pubblici ministeri.

Intanto, il Comitato Trasporti dello Yuan Legislativo ha già completato la revisione preliminare delle restanti quattro leggi del pacchetto: la Legge sulla Gestione delle Telecomunicazioni, la Legge Meteorologica, la Legge sui Porti Commerciali e la Legge sulle Navi. Le versioni provvisorie introducono, tra le altre misure, la confisca immediata per chi mette a rischio apparecchiature sottomarine, multe fino a 2 milioni di dollari taiwanesi per danni a strutture meteorologiche e sanzioni fino a 10 milioni di dollari per violazioni delle norme di identificazione delle imbarcazioni.

Il legislatore Wang Ting-yu ha spiegato che l’intero pacchetto normativo consentirà di proteggere non solo i cavi per le telecomunicazioni ma anche condotte idriche, oleodotti, gasdotti e infrastrutture chimiche, garantendo così una tutela complessiva. Ha sottolineato che le nuove norme forniranno una base legale più solida alle autorità taiwanesi per intervenire, sia in mare sia sulla terraferma.

Wang ha però riconosciuto alcune criticità operative: individuare eventuali imbarcazioni coinvolte, soprattutto se registrate con bandiere di comodo, resta complesso. Secondo il legislatore, molte di queste navi risultano registrate in Paesi terzi, mentre gli effettivi controllori sarebbero cittadini cinesi o residenti di Hong Kong e Macao.

Per rafforzare l’attività investigativa, ha affermato, sarà necessario potenziare la ricognizione aerea della Guardia Costiera, accelerare l’individuazione dei punti danneggiati e aumentare la capacità di inseguimento. Solo con un’identificazione tempestiva sarà possibile applicare efficacemente le nuove sanzioni.

Wang Ting-yu ha inoltre evidenziato l’importanza della cooperazione internazionale. Molte navi sospettate di sabotaggio, ha spiegato, tendono a dirigersi rapidamente verso porti esteri dopo l’operazione. Una collaborazione con altri Stati sarebbe quindi indispensabile per assicurare alla giustizia chi danneggia intenzionalmente le infrastrutture sottomarine di Taiwan e per chiarire se dietro tali operazioni vi siano attori statali.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Sandro Sana 300x300
Membro del gruppo di Red Hot Cyber Dark Lab e direttore del Red Hot Cyber PodCast. Si occupa d'Information Technology dal 1990 e di Cybersecurity dal 2014 (CEH - CIH - CISSP - CSIRT Manager - CTI Expert), relatore a SMAU 2017 e SMAU 2018, docente SMAU Academy & ITS, membro ISACA. Fa parte del Comitato Scientifico del Competence Center nazionale Cyber 4.0, dove contribuisce all’indirizzo strategico delle attività di ricerca, formazione e innovazione nella cybersecurity.
Aree di competenza: Cyber Threat Intelligence, NIS2, Governance & Compliance della Sicurezza, CSIRT & Crisis Management, Ricerca, Divulgazione e Cultura Cyber
Visita il sito web dell'autore

Articoli in evidenza

Immagine del sitoInnovazione
Robot in cerca di carne: Quando l’AI affitta periferiche. Il tuo corpo!
Silvia Felici - 06/02/2026

L’evoluzione dell’Intelligenza Artificiale ha superato una nuova, inquietante frontiera. Se fino a ieri parlavamo di algoritmi confinati dietro uno schermo, oggi ci troviamo di fronte al concetto di “Meatspace Layer”: un’infrastruttura dove le macchine non…

Immagine del sitoCybercrime
DKnife: il framework di spionaggio Cinese che manipola le reti
Pietro Melillo - 06/02/2026

Negli ultimi anni, la sicurezza delle reti ha affrontato minacce sempre più sofisticate, capaci di aggirare le difese tradizionali e di penetrare negli strati più profondi delle infrastrutture. Un’analisi recente ha portato alla luce uno…

Immagine del sitoVulnerabilità
Così tante vulnerabilità in n8n tutti in questo momento. Cosa sta succedendo?
Agostino Pellegrino - 06/02/2026

Negli ultimi tempi, la piattaforma di automazione n8n sta affrontando una serie crescente di bug di sicurezza. n8n è una piattaforma di automazione che trasforma task complessi in operazioni semplici e veloci. Con pochi click…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA va in orbita: Qwen 3, Starcloud e l’ascesa del calcolo spaziale
Sergio Corpettini - 06/02/2026

Articolo scritto con la collaborazione di Giovanni Pollola. Per anni, “IA a bordo dei satelliti” serviva soprattutto a “ripulire” i dati: meno rumore nelle immagini e nei dati acquisiti attraverso i vari payload multisensoriali, meno…

Immagine del sitoCyber Italia
Truffe WhatsApp: “Prestami dei soldi”. Il messaggio che può svuotarti il conto
Silvia Felici - 06/02/2026

Negli ultimi giorni è stato segnalato un preoccupante aumento di truffe diffuse tramite WhatsApp dal CERT-AGID. I messaggi arrivano apparentemente da contatti conosciuti e richiedono urgentemente denaro, spesso per emergenze come spese mediche improvvise. La…