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Terre Rare: i rifiuti elettronici, la nuova frontiera per l’estrazione di materiali strategici in USA

Terre Rare: i rifiuti elettronici, la nuova frontiera per l’estrazione di materiali strategici in USA

25 Febbraio 2026 21:27

Negli Stati Uniti, i rifiuti elettronici potrebbero passare dall’essere un semplice problema ambientale in crescita a diventare una fonte di materie prime strategiche. I ricercatori dell’Università di Houston hanno sviluppato un modello di filiera che rende economicamente sostenibile il riciclo dei vecchi dispositivi elettronici. Questo modello ricicla oro, litio, cobalto e altri materiali critici.

I rifiuti elettronici sono ormai considerati la tipologia di rifiuti solidi in più rapida crescita al mondo. Vecchi smartphone, tablet, batterie e circuiti stampati spesso rimangono in scatole per anni o finiscono in discarica, dove diventano fonte di perdite tossiche e rischi di incendio a causa del degrado delle batterie.

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Nel frattempo, gli Stati Uniti continuano a importare una parte significativa delle terre rare e dei materiali per batterie di cui hanno bisogno, nonostante siano letteralmente a portata di mano.

Litio e cobalto sono essenziali per i veicoli elettrici, l’elettronica avanzata, i sistemi militari e le tecnologie per le energie rinnovabili. In un contesto di crescente domanda globale e tensioni geopolitiche, la questione dell’affidabilità dell’approvvigionamento sta diventando una questione di sicurezza nazionale.

Finora, il problema principale non sono state le tecnologie di riciclo, ma l’economia del processo. Il sistema di gestione dei rifiuti elettronici è frammentato: produttori, operatori addetti alla raccolta, riciclatori e aziende di recupero dei materiali operano in compartimenti stagni e perseguono interessi finanziari diversi. Il coordinamento tra loro è costoso e ostacola la scalabilità.

Un team guidato dal professor Jian Shi ha proposto un modello per la condivisione congiunta di costi e profitti. Prevede un passaggio dalla concorrenza alla partnership tra gli operatori del mercato, rendendo il riciclo un’attività sostenibile piuttosto che un’iniziativa sovvenzionata. Secondo i ricercatori, il problema era il coordinamento, non i limiti tecnologici.

Il sistema integrato manterrà i materiali essenziali all’interno della filiera americana e ridurrà la dipendenza dalle importazioni. In sostanza, si chiama “urban mining“: l’estrazione di metalli preziosi dai rifiuti urbani senza aprire nuove miniere o causare danni ambientali.

Gli autori sottolineano che l’aumento del riciclo potrebbe contemporaneamente affrontare le problematiche ambientali e rafforzare la resilienza economica e difensiva del Paese.

I risultati dello studio sono stati pubblicati sulla rivista Scientific Reports.



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