
A metà febbraio, un ampio database di credenziali di Salesforce Marketing Cloud, un fornitore di software e servizi di automazione del marketing digitale, è diventato disponibile per il download sul sito Web ufficiale di Toyota in Italia per qualche motivo sconosciuto.
Utilizzando questi dati, gli aggressori hanno potuto ottenere l’accesso ai numeri di telefono e agli indirizzi e-mail dei clienti, nonché utilizzare il canale di comunicazione ufficiale dell’azienda per contattare i proprietari di auto.
“Questa fuga di notizie è significativa perché potrebbe essere stata utilizzata per lanciare sofisticate campagne di phishing in cui gli aggressori avrebbero accesso e controllo sui canali di comunicazione ufficiali di Toyota, il che aumenterebbe la probabilità che le vittime soccombano a un simile attacco”, hanno affermato i ricercatori di Cybernews, il primo a scoprire la falla .
Avvio delle iscrizioni al corso "Cyber Offensive Fundamentals" Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
L’altro giorno, Toyota ha dichiarato che la fuga di notizie non è stata provocata da un errore umano, ma da una deliberata violazione della sicurezza in uno degli uffici italiani dell’azienda. Secondo quanto riferito, la casa automobilistica giapponese ha messo in atto tutte le misure di sicurezza informatica necessarie per mitigare gli effetti della fuga di notizie e impedire che si ripeta in futuro.
Tuttavia, la storia non finisce qui. All’inizio di marzo, gli stessi ricercatori hanno notato un database simile trafugato da sito italiano della casa automobilistica tedesca BMW.
E proprio ieri, la non meno popolare casa automobilistica sudcoreana Hyundai ha notificato ai propri clienti che gli aggressori hanno ottenuto l’accesso ai dati personali dei clienti a seguito della compromissione degli uffici dell’azienda in Italia, oltre che in Francia.
Come riportato, i numeri di telefono e gli indirizzi e-mail, nonché gli indirizzi fisici dei clienti, erano disponibili pubblicamente.
“Sebbene non ci siano prove che i dati rilevanti siano stati utilizzati per scopi fraudolenti, per una questione di estrema cautela, ti consigliamo di prestare particolare attenzione e controllare eventuali tentativi di contatto tramite e-mail o SMS che sembrano provenire dalla nostra azienda.”, è stato riportato nella mail ufficiale inviata ai clienti Hyundai.
C’è una chiara tendenza: le violazioni della sicurezza in tutte e tre le case automobilistiche, Toyota, BMW e Hyundai, hanno colpito i clienti italiani.
È possibile che qualche fornitore di terze parti sia coinvolto in tutto questo. In ogni caso non si tratta certo di una semplice coincidenza, quindi, mentre le aziende stanno attivamente indagando sull’accaduto, restiamo in attesa di nuove indiscrezioni.
RHC monitorerà l’evoluzione della vicenda in modo da pubblicare ulteriori news sul blog, qualora ci fossero novità sostanziali. Nel caso in cui le aziende volgiano fornire una dichiarazione a RHC, saremo lieti di pubblicarla con uno specifico articolo dando risalto alla questione.
Qualora ci siano persone informate sui fatti che volessero fornire informazioni in modo anonimo possono accedere utilizzare la mail crittografata del whistleblower.
Ti è piaciutno questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

CulturaMentre il settore dibatte su quale rete neurale sia la “più intelligente” e quale framework sia il “più moderno”, tecnologie vecchie di decenni continuano a turbinare silenziosamente sotto la superficie del settore bancario. Quest’anno, COBOL…
CulturaVuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? Se la risposta è SI, ti consigliamo di leggere questo articolo. Il panorama della sicurezza informatica cambia velocemente: nuove vulnerabilità,…
InnovazioneIl professore di informatica Geoffrey Hinton, uno dei fondatori delle moderne tecnologie di intelligenza artificiale, ha affermato che l’IA potrebbe portare a perdite di posti di lavoro su larga scala già nel 2026. Secondo lui,…
DirittiPrima di addentrarci nell’analisi, è bene precisare che questo contributo è la prima parte di una ricerca più estesa. Nel prossimo articolo esploreremo il conflitto tra algoritmi di rilevazione automatica e crittografia end-to-end (E2EE), analizzando…
HackingIl 31 dicembre, per i giocatori e gli utenti di computer più vecchi che puntano alle massime prestazioni, la versione ufficiale di Windows 11 sembra essere spesso troppo pesante. Tuttavia, il celebre Windows X-Lite ha…