Vi ricordate il Memex di Vannever Bush? Dopo esattamente 80 anni arriva Digital Optimus.
Ma di cosa si tratta?
Secondo Musk, il suo obiettivo è creare un intero sistema di agenti digitali in grado di svolgere un gran numero di compiti fondamentali per un’intera azienda. E questo lo vuole fare con un progetto all’interno di xAI e di Tesla .
La logica del progetto è la seguente: il modello non solo risponde alle richieste, ma monitora anche ciò che accade sullo schermo, tiene conto delle recenti azioni della tastiera e del mouse e distribuisce i compiti tra gli altri agenti software.
In passato Musk introdusse il nome Macrohard come parodia ironica di Microsoft e anche come breve descrizione dell’intera idea. Se un’azienda vive principalmente all’interno dei computer, scrivendo codice, lavorando con documenti, interfacce e servizi digitali, allora una parte significativa di questo lavoro di routine potrebbe teoricamente essere automatizzata.
Quindi, mentre il Memex di Vannever Bush aveva una visione primordiale di “acceleratore” della coscienza umana, Digital Optimus è il completamento di questa visione rendendola autonoma. Questo modello era già stato lanciata nel 2025, quando scrisse di un’azienda in cui agenti basati sull’intelligenza artificiale avrebbero assunto una parte significativa del lavoro quotidiano all’interno dei computer.

La denominazione ufficiale di “Digital Optimus” non è casuale. Tesla promuove da diversi anni il robot umanoide Optimus come assistente del futuro per fabbriche, magazzini e attività quotidiane. È lecito affermare che questa stessa visione verrà ora trasferita all’ambiente software. Se un Optimus fisico è destinato a svolgere azioni nel mondo reale, la nuova piattaforma, per logica, farà più o meno la stessa cosa all’interno dei computer: visualizzare l’interfaccia, comprendere cosa sta accadendo nel programma ed eseguire le operazioni necessarie nei servizi e negli strumenti di lavoro.
Finora, l’intero progetto esiste solo sotto forma di dichiarazioni e descrizioni generali.
Musk afferma che il sistema funzionerà su un’unità di calcolo Tesla AI4 relativamente economica, abbinata a hardware Nvidia più costoso che utilizza xAI. Sostiene inoltre che questa architettura fornirà una piattaforma in tempo reale competitiva e che altre aziende non hanno ancora raggiunto nulla di simile. Tuttavia, per ora, si tratta solo di un concetto, non di un prodotto finito con specifiche chiare, capacità dimostrate e risultati comprovati.
Elon Musk ha una lunga storia di promesse grandiose che sono state rimandate di anni o si sono rivelate significativamente più modeste rispetto alle aspettative iniziali.
Questo ormai tutti lo sappiamo.
Tra queste, la guida completamente autonoma, i piani per la produzione in serie del Cybertruck, i benefici economici promessi da varie iniziative e i voli con equipaggio su Marte entro tempistiche fantasiose. Ecco perché in molti non ripongono molta fiducia in Macrohard.
Musk può contare anche sull’attuale slancio del settore. Le principali aziende tecnologiche parlano sempre più spesso di intelligenza artificiale per scrivere codice, contribuire al collaudo dei prodotti e assumere parte del lavoro digitale di routine.
È importante però non confondere i due aspetti. Un conto è accelerare singole fasi di sviluppo, supporto o analisi; tutt’altro è replicare completamente il lavoro di un’intera azienda come vuole far intendere Elon Musk,