L’Europa sta intensificando gli sforzi per sviluppare capacità autonome in intelligenza artificiale (IA), riducendo così la dipendenza dalle grandi aziende tecnologiche statunitensi. L’IA è vista sempre più come una questione di sicurezza nazionale, oltre che economica.
La necessità di rafforzare l'”autonomia nell’intelligenza artificiale” in Europa è diventata urgente dopo che Anthropic, un’azienda statunitense di IA, ha annunciato restrizioni sull’accesso a modelli avanzati di IA su richiesta del governo degli Stati Uniti per motivi di sicurezza nazionale. Questo ha sollevato preoccupazioni sulla dipendenza europea da tecnologie chiave controllate dagli USA.
Il ministro dell’Interno tedesco, Alexander Dobrindt, ritiene che la Germania debba colmare rapidamente il divario nel settore dell’IA. Secondo lui, partecipare allo sviluppo di tecnologie strategiche è cruciale se l’Europa non vuole diventare un attore passivo nella competizione tecnologica globale.
Per potenziare le capacità interne, il Centro tedesco di ricerca sull’intelligenza artificiale (DFKI) e l’Istituto nazionale francese per la scienza informatica e l’automazione (Inria) stanno lavorando insieme per creare un centro congiunto di IA per Francia e Germania.
I primi uffici dovrebbero entrare in funzione quest’anno, segnando un passo significativo nella cooperazione tecnologica tra le due maggiori economie dell’Unione Europea. Mistral AI, con sede in Francia, è attualmente vista come la grande speranza europea nella corsa all’IA.
Valutata quasi 12 miliardi di euro dopo diversi round di finanziamento, l’azienda sta espandendo gli investimenti in infrastrutture di calcolo, data center e applicazioni di IA per le imprese.
Secondo Bitkom, l’associazione tedesca dell’industria digitale, l’Europa deve sviluppare piattaforme di IA abbastanza forti da mantenere la competitività e garantire l’autonomia tecnologica. Molte aziende tedesche stanno già sviluppando modelli di IA nei settori della sanità, dell’istruzione e dell’industria.
Tuttavia, gli esperti ritengono che il principale ostacolo per l’Europa non sia solo il finanziamento. Anche se aziende come Mistral AI hanno attirato miliardi di euro in investimenti, l’Europa continua a lottare con la carenza di talenti, infrastrutture di calcolo e imprese su larga scala capaci di competere con i giganti tecnologici degli Stati Uniti e della Cina.
Secondo il DFKI, per diventare una vera alternativa agli USA e alla Cina, l’Europa deve aumentare significativamente gli investimenti nelle attività di IA, espandere la rete dei data center e delle infrastrutture a semiconduttori, costruire un mercato unico con regolamentazioni più coerenti e promuovere la domanda di soluzioni di IA sviluppate in Europa.
I policy maker europei credono che ci siano ancora opportunità se l’area sfrutterà i suoi punti di forza nei dati, negli standard di governance, nella trasparenza e nel controllo delle infrastrutture digitali. Tuttavia, con la corsa globale all’IA che si intensifica, il tempo sta scadendo per l’Europa.
Va da se che occorre fare alla svelta, altrimenti rischiamo di rimanere indietro in questa nuova “corsa dell’oro” che ci deve vedere, allo stato dei fatti, protagonisti.
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza: Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione