
Non si tratta di una storia inventata, ma di una storia vera e di queste storie ce ne sono centinaia che non si leggono sui giornali.
Fran Finnegan era in vacanza a New York poco prima del fine settimana del 4 luglio, quando ha ricevuto un messaggio di testo inquietante da uno dei suoi clienti che gli chiedeva: “come mai il sito web non è attivo?”
Finnegan ha rapidamente cercato un computer per esaminare da remoto il suo sito web, che fornisce l’accesso a milioni di documenti archiviati presso la Securities and Exchange Commission.
Lì ha scoperto un disastro che si stava svolgendo davanti ai suoi occhi in tempo reale. I black hacker avevano violato la sicurezza del suo sito e ne avevano preso il controllo. Osservò impotente mentre crittografavano tutti i suoi file, rendendoli inutilizzabili.
“Non appena ho potuto, li ho spenti”, ha detto Finnegan, 70 anni, dalla sua casa nella Bay Area di San Francisco. “Ma il danno era stato fatto”.
L’attacco era iniziato il fine settimana precedente, quindi per quattro giorni gli hacker hanno avuto libero accesso, saccheggiando il sistema, come dei ladri che fanno irruzione in un museo senza paura di essere catturati.
“Ho perso tutto ciò che mi occorre per i miei affari”.
Ha detto. Quando gli hacker hanno finito, hanno lasciato a Finnegan un messaggio con un teschio e delle ossa incrociate su uno sfondo nero sinistro, con la scritta “I tuoi file sono crittografati”, fornendo un indirizzo e-mail a cui scrivere per conoscere il costo di una chiave di decrittazione per ripristinare i file.
È stato l’ennesimo attacco ransomware, in cui i black hacker bloccano la linfa vitale digitale di un’azienda e si offrono di ripristinarla, a un prezzo esagerato.
Questi attacchi stanno diventando quotidiani, anche se in genere sono rivolti a grandi aziende in modo da farsi pagare un riscatto multimilionario (generalmente richiesto in bitcoin o un’altra valuta digitale).
Gli obiettivi hanno spesso il tipo di impronta commerciale, politica o economica – si pensi ai sistemi ospedalieri, alle università e alle agenzie governative – che rende imperativa una pronta risoluzione.
Questa è una storia vera, una storia di una piccola azienda colpita da un ransomware, come tante altre che non fanno notizia ma soccombono in una guerra dura e sleale.
La minaccia del ransomware è una cosa seria e le aziende falliscono dopo un attacco di rilievo. E’ importante trattare il ransomware come un “materiale esplosivo”, quindi se non lo hai implementato, avvia un programma cyber.
Prestate attenzione.
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Cyber NewsDi recente, i ricercatori di sicurezza hanno osservato un’evoluzione preoccupante nelle tattiche offensive attribuite ad attori collegati alla Corea del Nord nell’ambito della campagna nota come Contagious Interview: non più semplici truffe di fake job…
Cyber NewsMicrosoft si appresta a introdurre un aggiornamento che trasforma una piccola abitudine manuale in un automatismo di sistema. Presto, Microsoft Teams sarà in grado di dedurre e mostrare la posizione fisica di un utente analizzando…
Cyber NewsKhaby Lame, il creator italiano più seguito al mondo e ormai icona globale dei social media, ha compiuto un passo che potrebbe segnare un prima e un dopo nella storia dell’economia digitale. Secondo diverse fonti…
Cyber NewsLa vulnerabilità critica recentemente aggiunta al catalogo delle vulnerabilità note sfruttate (KEV) dalla Cybersecurity and Infrastructure Security Agency (CISA) interessa il Broadcom VMware vCenter Server e viene attivamente sfruttata dagli hacker criminali per violare le…
Cyber NewsLa storia di Ilya Lichtenstein, l’hacker responsabile di uno degli attacchi informatici più grandi mai compiuti contro le criptovalute, appare come un episodio di una serie TV, eppure è assolutamente reale. Dopo essere stato rilasciato,…