
Milioni di persone e aziende si affidano a Google Drive per archiviare contratti, report, foto e documenti di lavoro, utilizzando il client desktop di Windows per sincronizzare i file tra cartelle locali e cloud. Ma è stata proprio questa applicazione a rivelarsi vulnerabile: è stato scoperto un grave bug che consente a chiunque, su un computer condiviso, di ottenere l’accesso completo ai contenuti dell’account Google Drive di qualcun altro senza dover richiedere una nuova autorizzazione.
I ricercatori hanno scoperto che il programma salva copie dei dati sincronizzati in una cartella DriveFS nascosta all’interno del profilo di Windows. Questa directory dovrebbe essere accessibile solo al proprietario, ma l’applicazione non verifica i diritti di accesso quando si connette alla cache. È sufficiente copiare il contenuto della cartella DriveFS di un altro utente sul proprio profilo, dopodiché il client caricherà i dati di qualcun altro come se fossero propri. All’avvio, Google Drive Desktop percepisce la cache trasferita come legittima, aggirando i controlli di autenticazione e consentendo l’accesso ai file personali e aziendali.
Un test pratico ha dimostrato che su Windows 10 e 11 con versione client 112.0.3.0 la procedura è elementare: l’aggressore accede a Google Drive con il proprio account, chiude l’applicazione, copia la directory DriveFS della vittima (C:/Users/[vittima]/AppData/Local/Google/DriveFS/[ID]) nella propria directory (C:/Users/[attaccante]/AppData/Local/Google/DriveFS/[ID]) e riavvia il programma. Di conseguenza, ottiene pieno accesso all’unità principale della vittima, nonché a tutte le unità condivise, senza password o notifiche.
Avvio delle iscrizioni al corso Cyber Offensive Fundamentals Vuoi smettere di guardare tutorial e iniziare a capire davvero come funziona la sicurezza informatica? La base della sicurezza informatica, al di là di norme e tecnologie, ha sempre un unico obiettivo: fermare gli attacchi dei criminali informatici. Pertanto "Pensa come un attaccante, agisci come un difensore". Ti porteremo nel mondo dell'ethical hacking e del penetration test come nessuno ha mai fatto prima. Per informazioni potete accedere alla pagina del corso oppure contattarci tramite WhatsApp al numero 379 163 8765 oppure scrivendoci alla casella di posta [email protected].
Se ti piacciono le novità e gli articoli riportati su di Red Hot Cyber, iscriviti immediatamente alla newsletter settimanale per non perdere nessun articolo. La newsletter generalmente viene inviata ai nostri lettori ad inizio settimana, indicativamente di lunedì. |
Codici sorgente, bilanci finanziari, foto personali e qualsiasi altro documento sono in formato aperto.

Questo meccanismo viola i principi fondamentali di Zero Trust, che richiedono la verifica obbligatoria dell’identità a ogni accesso, e compromette anche la protezione associata alla crittografia dei dati. I file nella cache vengono archiviati in chiaro e possono essere utilizzati da chiunque abbia accesso al sistema. Ciò è in contrasto con gli standard e le normative NIST, ISO 27001, GDPR e HIPAA, che prevedono un rigoroso isolamento e una verifica periodica delle credenziali.
Fino al rilascio di una correzione, si consiglia alle organizzazioni di interrompere l’utilizzo di Google Drive Desktop su computer con più utenti. Le misure temporanee includono la cancellazione della cache quando si cambia account, l’utilizzo di profili Windows separati con diritti di accesso rigorosi e la limitazione dell’esecuzione del client solo su dispositivi attendibili. Per risolvere definitivamente il problema, Google dovrebbe implementare la crittografia individuale dei dati memorizzati nella cache, un nuovo accesso obbligatorio quando si monta una cartella e autorizzazioni rigorose a livello di file system.
Dato che una percentuale significativa di perdite è causata da personale interno, affidarsi a una cache non protetta diventa una minaccia diretta. Finché l’azienda non colma questa lacuna, utenti e reparti IT corrono il rischio di accesso non autorizzato ai dati più critici .
Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

InnovazioneQuesta settimana ha segnato la fine di un’era: Microsoft ha finalmente terminato il supporto per Windows Server 2008, il sistema operativo basato su Windows Vista. Il sistema operativo server, nome in codice Longhorn Server, è…
CyberpoliticaL’articolo pubblicato ieri su Red Hot Cyber ha raccontato i fatti: la multa, le dichiarazioni durissime di Matthew Prince, le minacce di disimpegno di Cloudflare dall’Italia, il possibile effetto domino su Olimpiadi, investimenti e servizi…
CulturaDopo aver analizzato nei due articoli precedenti l’inquadramento normativo e il conflitto tra algoritmi e diritti fondamentali è necessario volgere lo sguardo alle ripercussioni che la proposta CSAR avrà sulla competitività digitale dell’Europa e sulla…
VulnerabilitàUna vulnerabilità recentemente risolta permetteva agli aggressori di sfruttare Microsoft Copilot Personal con un semplice clic, al fine di rubare di nascosto dati sensibili degli utenti. Mediante un link di phishing, i malintenzionati erano in…
CulturaWikipedia nacque il 15 gennaio 2001, in un freddo pomeriggio di metà gennaio che nessuno ricorda più davvero più. Jimmy Wales e Larry Sanger decisero di fare un esperimento, uno di quelli che sembrano folli…