La guerra digitale è anche questa: disinformazione e polarizzazione.
I media statali cinesi e gli account sui social media legati a Pechino hanno intensificato la diffusione di false informazioni sulla guerra che coinvolge l’Iran. La campagna si rivolge non solo al pubblico interno, ma anche ai residenti di Taiwan e alla diaspora cinese all’estero, creando una narrazione favorevole a Teheran e minando la fiducia negli Stati Uniti e nei loro alleati.
Secondo NewsGuard, con il progredire del conflitto, la Cina sta diffondendo sempre più spesso la narrativa iraniana, comprese affermazioni dubbie e false sullo stato dei combattimenti. Uno degli esempi più eclatanti è il presunto abbattimento di un caccia F-15 americano vicino al confine tra Iran e Kuwait.
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I media iraniani hanno affermato che l’aereo è stato abbattuto dalle forze di difesa aerea, definendo l’incidente il primo del genere da decenni. I media cinesi hanno rapidamente ripreso la notizia, con decine di articoli che hanno ottenuto milioni di visualizzazioni e “mi piace”. Tuttavia, le autorità statunitensi e kuwaitiane hanno dichiarato che l’Iran non ha abbattuto l’aereo americano; si è trattato piuttosto di tre velivoli che il Kuwait ha erroneamente preso di mira con i propri aerei.
Contemporaneamente, fonti cinesi e filocinesi diffondevano la notizia che il Primo Ministro israeliano Benjamin Netanyahu fosse fuggito in Germania.
Queste notizie erano accompagnate da una narrazione che dipingeva la popolazione israeliana come indifesa. Un’indagine ha rivelato che il politico ha continuato le sue attività pubbliche nel paese per tutta la durata del conflitto.
Una parte separata della campagna ha preso di mira Taiwan.
Pagine Facebook collegate alla propaganda cinese, che in precedenza pubblicavano contenuti di intrattenimento, sono passate a messaggi politici in cinese tradizionale.
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I post descrivevano ingenti perdite statunitensi e israeliane e ripetevano le stesse false narrazioni: aerei abbattuti e la “resa” dei piloti. Nel frattempo, fonti americane e kuwaitiane affermano che i piloti sono stati salvati dopo un attacco errato da parte del Kuwait.
L’analisi ha rivelato che alcuni dei materiali sono stati creati utilizzando modelli generativi. Alcune pubblicazioni hanno accidentalmente conservato suggerimenti di intelligenza artificiale, tra cui indicazioni per accorciare il testo al fine di aumentarne la viralità sui social media taiwanesi. Articoli simili in cinese semplificato erano già apparsi su altre piattaforme, il che indica successive traduzioni e adattamenti.
Gli esperti ritengono che tale attività faccia parte di un’operazione di informazione coordinata. Il suo obiettivo è quello di presentare l’Iran come una parte più vittoriosa nel conflitto e alimentare il sentimento anti-americano, in particolare tra il pubblico taiwanese. Nel contesto delle tese relazioni tra Pechino e Taipei, tali campagne potrebbero minare la fiducia negli Stati Uniti come partner chiave per la sicurezza.
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Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
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