L’Imperial College sta sviluppando un motore a razzo chiamato ICE-Cube Thruster, che è così piccolo che utilizza tecniche originariamente progettate per creare chip di silicio.
Oggi circa il 90% dei lanci satellitari pesa meno di 10 kg, alcuni dei quali non sono molto più grandi di uno smartphone.
La creazione di componenti per satelliti così piccoli rappresenta una sfida ingegneristica significativa. La sfida principale è sviluppare motori a razzo che soddisfino i limiti di CubeSats.
Advertising
Il propulsore ICE-Cube, finanziato dall’Agenzia spaziale europea (ESA), soddisfa sicuramente i criteri in miniatura. L’intero motore è lungo all’incirca quanto un’unghia, con la camera di combustione e l’ugello lunghi solo 1 mm.
Richiede solo 20 watt di corrente elettrica per funzionare. Durante i test, il motore ha prodotto una spinta di 1,25 millinewton con un impulso specifico di 185 secondi.
Tuttavia, la caratteristica principale dell’ICE-Cube Thruster è l’uso dell’acqua normale come fluido di lavoro.
La corrente a bordo scompone l’acqua in idrogeno e ossigeno, che vengono immessi in una camera di combustione dove vengono bruciati, creando la spinta per manovrare il CubeSat.
L’uso dell’acqua riduce il peso del carico perché non è necessario che sia sotto pressione, rendendo i sistemi di stoccaggio e movimentazione più leggeri e semplici.
Advertising
Tuttavia, la fabbricazione della camera di combustione e dell’ugello del motore praticamente in due dimensioni richiedeva tecniche MEMS (micro-elettriche meccaniche) tipicamente utilizzate per elaborare wafer di silicio di spessore inferiore al micrometro.
Questo approccio non ortodosso non solo risolve il problema, ma consente anche la produzione di massa di questi motori in miniatura.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
La Redazione di Red Hot Cyber fornisce aggiornamenti quotidiani su bug, data breach e minacce globali. Ogni contenuto è validato dalla nostra community di esperti come Pietro Melillo, Massimiliano Brolli, Sandro Sana, Olivia Terragni e Stefano Gazzella.
Grazie alla sinergia con i nostri Partner leader nel settore (tra cui Accenture, CrowdStrike, Trend Micro e Fortinet), trasformiamo la complessità tecnica in consapevolezza collettiva, garantendo un'informazione accurata basata sull'analisi di fonti primarie e su una rigorosa peer-review tecnica.
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.