Dentro le grandi aziende che stanno costruendo l’intelligenza artificiale, c’è una categoria di professionisti che vale più di interi team: ricercatori, ingegneri e scienziati capaci di spingere oltre i limiti dei modelli di AI, progettando architetture, algoritmi e tecniche che possono determinare il futuro di un’intera azienda di miliardi di dollari di fatturato.
Sono pochissimi, vengono corteggiati dai colossi della Silicon Valley e queste persone possono ricevere compensi che fino a pochi anni fa erano impensabili. Attenzione, non si tratta di normali sviluppatori: sono alcune delle menti più rare e contese dell’industria tecnologica, generalmente scienziati, statistici e matematici.
Perchè alla base dell’Intelligenza artificiale c’è la statistica e la matematica e queste menti brillanti e rare sono alcune tra le professioni più contese e remunerative al mondo.
Le aziende di AI sono disposte a mettere sul tavolo stipendi, bonus, azioni e pacchetti pluriennali da centinaia di milioni di dollari pur di assicurarsi queste persone. Ma non è un mercato nel quale basta avere esperienza: servono capacità matematiche, scientifiche e informatiche fuori dal comune, oltre alla capacità di inventare ciò che ancora non esiste.
Per questo, mentre milioni di persone cercano di capire come l’AI cambierà il proprio lavoro, una ristrettissima élite di ricercatori sta diventando uno degli asset più preziosi delle stesse aziende che l’AI la stanno costruendo.
E quindi arriviamo al caso di Andrew Tulloch, il quale ci racconta perfettamente quanto sia diventata estrema questa competizione.
Da Meta se n’è andato il ricercatore australiano a cui, durante una trattativa per riportarlo nell’azienda, sarebbe stato offerto un pacchetto di compensi da 1 miliardo di dollari, che avrebbe potuto raggiungere 1,5 miliardi di dollari considerando bonus e crescita delle azioni nell’arco di almeno sei anni. Una cifra mostruosa, destinata a una singola persona, che mostra quanto oggi una mente considerata eccezionale possa valere per un’azienda che combatte per conquistare la leadership nell’intelligenza artificiale.
Da Meta se n’è andato il ricercatore Andrew Tulloch, a cui durante le trattative era stato offerto un compenso colossale – fino a 1,5 miliardi di dollari. Ha accettato con condizioni che non sono state divulgate, ma non ha lavorato nel gigante dei social network nemmeno un anno, riferisce Wall Street Journal citando fonti informate dei fatti.
Il signor Tulloch ha annunciato la sua uscita da Meta il giorno prima, il 9 settembre. Non ha specificato dove andrà a lavorare in futuro e non ha risposto alle richieste dei giornalisti e in Meta hanno rifiutato di fare commenti.
L’australiano Andrew Tulloch ha concluso con risultati eccellenti gli studi presso l’Università di Sydney e ha lavorato in Meta (all’epoca Facebook) nel campo del machine learning. Nel 2016, e in una all’ora sconosciuta startup OpenAI che aveva cercato di convincerlo a unirsi a loro. Il ricercatore aveva rifiutato, anche a causa dello stipendio basso: in Facebook era di 800.000 dollari, mentre gliene avevano offerti tre volte di meno.
Nel 2023 ha accettato di passare a OpenAI, quando ChatGPT era già stato lanciato. Nel 2025 è passato a lavorare nello startup Thinking Machines Lab. Ad agosto dello stesso anno, Mark Zuckerberg ha cercato di convincere Tulloch a tornare nella sua azienda e gli ha offerto un pacchetto di compensi del valore di 1 miliardo di dollari, che con i bonus massimi e la crescita delle azioni in almeno sei anni avrebbe potuto raggiungere 1,5 miliardi di dollari. Inizialmente il ricercatore aveva rifiutato, ma dopo alcuni mesi ha accettato per una somma che non è stata mai resa pubblica. Dopo di che in Meta non ha lavorato nemmeno un anno.
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance