Studi recenti mostrano che, nonostante siano efficaci su numerose attività, gli algoritmi di elaborazione del testo possono essere vulnerabili ad attacchi deliberati. Tuttavia, la questione se tali debolezze possano portare direttamente a minacce alla sicurezza è ancora poco esplorata
Un gruppo di scienziati ha dimostrato un nuovo attacco utilizzando il modello Text-to-SQL per generare codice dannoso che può consentire a un utente malintenzionato di raccogliere informazioni sensibili e condurre attacchi DoS.
Per interagire meglio con gli utenti, le applicazioni database utilizzano tecniche di intelligenza artificiale in grado di tradurre query umane in query SQL (modello Text-to-SQL), secondo i ricercatori.
Advertising
Inviando richieste speciali, un utente malintenzionato può ingannare i modelli di trasformazione da testo a SQL (Text-to-SQL) per creare codice dannoso.
Poiché tale codice viene eseguito automaticamente nel database, può portare a fughe di dati e attacchi DoS.
Schema di attacco
I risultati, che sono stati confermati da due soluzioni commerciali BAIDU-UNIT e AI2sql, segnano il primo caso sperimentale in cui i modelli di elaborazione del linguaggio naturale (NLP) sono stati utilizzati come vettore di attacco.
Esistono molti modi per installare backdoor nei modelli linguistici pre-addestrati (PLM) avvelenando i campioni di addestramento, come la sostituzione delle parole, lo sviluppo di prompt speciali e la modifica degli stili delle frasi.
Gli attacchi a 4 diversi modelli open source(BART-BASE, BART-LARGE, T5-BASE e T5-3B) che utilizzano immagini dannose hanno raggiunto una percentuale di successo del 100% con un impatto minimo sulle prestazioni, rendendo tali problemi difficili da rilevare nel mondo reale.
Advertising
Come mitigazione, gli esperti suggeriscono di includere classificatori per verificare la presenza di stringhe sospette negli input, valutare modelli standard per prevenire minacce alla catena di approvvigionamento e aderire alle migliori pratiche di ingegneria del software.
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
ICT CISO e Cyber Security Manager con oltre vent’anni di esperienza tra settore pubblico e privato, ha guidato progetti di sicurezza informatica per realtà di primo piano. Specializzato in risk management, governance e trasformazione digitale, ha collaborato con vendor internazionali e startup innovative, contribuendo all’introduzione di soluzioni di cybersecurity avanzate. Possiede numerose certificazioni (CISM, CRISC, CISA, PMP, ITIL, CEH, Cisco, Microsoft, VMware) e svolge attività di docenza pro bono in ambito Cyber Security, unendo passione per l’innovazione tecnologica e impegno nella diffusione della cultura della sicurezza digitale.
Sono aperte le iscrizioni al corso in Live Class “AGENTIC AI CYBER OPERATIONS (AACO)”. La cybersecurity sta entrando nell'era degli AI Agent: sistemi capaci di ragionare, utilizzare strumenti, orchestrare attività e portare avanti operazioni complesse. Ma come funzionano davvero dal punto di vista tecnico? Con AACO, Red Hot Cyber porta i professionisti della cybersecurity a toccare con mano gli strumenti agentici, attraverso una Live Class in italiano con 15 ore di formazione, laboratori pratici e scenari reali. Agentic AI, Tool Calling, MCP, orchestrazione di agenti, OSINT, Threat Intelligence, vulnerability assessment e automazione delle operazioni di cybersecurity. Non un corso per imparare a usare un chatbot, ma un percorso per capire, costruire e governare sistemi agentici applicati alla sicurezza informatica.