
Un ospedale di Taiwan sta testando Urobot, un orinatoio intelligente che analizza istantaneamente l’urina e invia i risultati via e-mail. Sebbene il dispositivo sia stato progettato in uno stile “carino”, gli utenti dei social media hanno notato che ha un aspetto spaventoso e provoca disagio ai pazienti.
La foto mostra Urobot installato accanto ai normali orinatoi in un bagno maschile. Il dispositivo ha la forma di un robot con tratti antropomorfi, con uno schermo con il logo sul corpo e un orinatoio integrato nella parte inferiore. Ma Taiwan non è l’unico esempio di robotica audace in medicina. Mentre Urobot monitora i test, altre cliniche stanno già utilizzando Nurabot, un assistente robotico creato da Foxconn e Kawasaki.
Somministra farmaci, pattuglia i reparti e aiuta i pazienti a orientarsi. Grazie alle piattaforme di intelligenza artificiale di NVIDIA, è addestrato su copie digitali degli ospedali e il sistema stesso alleggerisce il carico di lavoro del personale medico e contribuisce a combattere la crisi di personale.
Sempre più strutture sanitarie, soprattutto in Asia, Stati Uniti ed Europa, stanno adottando tecnologie basate su IA per la diagnosi precoce di malattie complesse. Grazie all’analisi di immagini mediche, dati biometrici e parametri vitali in tempo reale, algoritmi avanzati riescono a individuare segnali deboli che l’occhio umano potrebbe ignorare.
L’adozione di dispositivi come Urobot e Nurabot, e l’impiego sempre più diffuso dell’intelligenza artificiale nella sanità, sollevano interrogativi su etica, privacy e umanizzazione delle cure. Ma una cosa è certa: la sanità del futuro sarà sempre più robotizzata, predittiva e personalizzata.
E se un tempo ci si affidava solo al medico di famiglia, oggi a monitorare la nostra salute potrebbe essere un robot con un sorriso digitale… o un orinatoio connesso alla rete.
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