
La guerra informatica è questa. Quando dal virtuale si passa al reale e quando ad andare offline sono i servizi primari a causa di un attacco informatico.
Uno dei più grandi gasdotti negli Stati Uniti è stato messo offline a seguito di un attacco informatico e probabilmente si parla di un ransomware.
Segnalato dal NYT, Colonial Pipeline, trasporta il 45 per cento delle forniture di carburante per gli Stati Uniti orientali.
Il gasdotto è lungo 5.500 miglia e fornisce carburante ad aerei e benzina raffinata dalla costa del Golfo a New York, trasportando circa 2,5 milioni di barili al giorno.
Non è ancora chiaro se l’attacco abbia preso di mira i sistemi di controllo industriale di Colonial o se l’attacco sia stato effettuato da un gruppo national-state, ma l’azienda ha messo online il servizio per precauzione, fino a quando non sarà possibile un riavvio in sicurezza.
Il Washington Post, citando un funzionario statunitense a conoscenza della questione, ha riferito che l’incidente è stato causato da un ransomware.
Colonial con sede in Georgia, ha dichiarato di aver incaricato una “società di sicurezza informatica” per indagare sulla natura e la portata dell’incidente e ha contattato le forze dell’ordine.
Colonial Pipeline sta adottando misure per comprendere e risolvere questo problema. In questo momento, il nostro obiettivo principale è il ripristino sicuro ed efficiente del nostro servizio e i nostri sforzi sono mirati a far tornare la produzione al normale funzionamento. Questo processo è già in corso e stiamo lavorando diligentemente per affrontare la questione e ridurre al minimo i disagi per i nostri clienti e coloro che si affidano a Colonial Pipeline.
Il Times ha riferito che era improbabile che l’arresto causasse interruzioni immediate ai consumatori, poiché la maggior parte del carburante va nei serbatoi di stoccaggio e gli Stati Uniti, anche considerando la riduzione del consumo di energia a causa della pandemia.
Per quanto tempo il gasdotto potrebbe rimanere chiuso non è ancora chiaro.
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