
Un significativo aggiornamento di sicurezza è stato distribuito da Google per il canale stabile desktop, il quale risolve due vulnerabilità molto gravi che possono esporre gli utenti a possibili attacchi che compromettono la memoria.
Nei prossimi giorni, con la distribuzione dell’aggiornamento, gli specialisti della sicurezza raccomandano agli amministratori e agli utenti di eseguire immediatamente l’aggiornamento, al fine di ridurre i rischi legati alle vulnerabilità nel rendering del browser e nei motori JavaScript.
Le versioni aggiornate saranno la 143.0.7499.146/.147 per Windows e Mac e la 143.0.7499.146 per gli utenti Linux. Due particolari problemi, classificati come “Alta” gravità, segnalati da ricercatori esterni, vengono risolti con questo aggiornamento.
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La correzione più importante risolve una vulnerabilità “Use After Free” (UAF) in WebGPU, l’API grafica di nuova generazione per il web. I bug UAF sono una classe di falle di corruzione della memoria in cui un programma continua a utilizzare un puntatore anche dopo che la memoria a cui punta è stata liberata.
Gli hacker spesso sfruttano questi errori per eseguire codice arbitrario o bloccare le applicazioni. Google ha assegnato una ricompensa di 10.000 dollari a un ricercatore anonimo per aver segnalato questa falla il 30 settembre 2025, sottolineandone la potenziale gravità.
La seconda patch è rivolta a V8, il motore JavaScript e WebAssembly open source ad alte prestazioni di Google. Questa falla è stata segnalata dal ricercatore di sicurezza Shaheen Fazim l’8 dicembre 2025.
La vulnerabilità , descritta come “lettura e scrittura fuori dai limiti”, consente a un aggressore di leggere o modificare la memoria al di fuori dei limiti previsti. In un contesto browser, questo può essere in genere sfruttato per uscire dalla sandbox del rendering o per divulgare informazioni sensibili.
Nonostante l’aggiornamento automatico di Chrome per numerosi utenti, la criticità di tali vulnerabilità nella sicurezza della memoria rende necessaria una verifica manuale. È fondamentale che gli amministratori di sistema, responsabili della gestione dei dispositivi aziendali, provvedano a garantire la distribuzione immediata della nuova versione su tutti gli endpoint.
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