Apple ha subito una battuta d’arresto nella sua lunga battaglia per la violazione dei brevetti con l’azienda di tecnologia medica Masimo.
Masimo è un’azienda specializzata nella produzione di dispositivi di pulsossimetria di grado medico e si definisce come “l’inventore dei moderni pulsossimetri”. Di fatto, molti ospedali utilizzano la sua tecnologia.
Martedì un tribunale ha stabilito che Apple ha violato uno dei brevetti di Masimo. Quest’ultimo chiede il divieto di importazione negli Stati Uniti di tutti gli attuali Apple Watch.
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Se la richiesta venisse accolta porrebbe fine alle vendite di Apple Watch negli Stati Uniti, in quanto l’azienda non sarebbe autorizzata a introdurre i dispositivi dalla Cina.
Apple Watches
Il contesto
La tensione tra le due aziende ha una lunga storia.
Nel 2013, Apple avrebbe contattato Masimo per discutere di una potenziale collaborazione tra le due aziende.
Con il tempo però, Masimo è arrivato alla conclusione che Apple aveva utilizzato i loro incontri per identificare il personale da soffiargli. L’azienda di tecnologia medica ha infatti poi definito gli incontri come un “strumento finalizzato ad ottenere preziose informazioni e conoscenze”.
Apple ha effettivamente assunto, prima del lancio dell’Apple Watch, un certo numero di dipendenti di Masimo, tra cui nel 2013 il direttore medico dell’azienda.
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L’amministratore delegato di Masimo Corp, Joe Kiano, ha successivamente espresso il timore che Apple abbia cercato di rubargli una delle tecnologie da loro inventate: quella che, grazie ad un sensore, permette di rilevare l’ossigeno nel sangue.
Kiani ha affermato che Apple offriva stipendi considerevoli per far sì che i ricercatori accettassero l’offerta di lavoro, fornendo invece poche indicazioni su cosa avrebbero dovuto fare.
“Stanno comprando le persone”, ha detto.
Nel 2020, l’azienda ha citato in giudizio Apple per furto di segreti commerciali e violazione di 10 brevetti Masimo. L’azione legale chiedeva un’ingiunzione sulla vendita dell’Apple Watch.
Apple ha sempre negato le accuse e di recente ha risposto con una propria controdenuncia, sostenendo che l’orologio W1 Advanced Health Tracking Watch di Masimo viola diversi brevetti Apple.
Sentenza sulla violazione dei brevetti dell’Apple Watch
Martedì un tribunale statunitense si è pronunciato contro Apple in merito a una delle rivendicazioni di brevetto.
Un giudice ha stabilito che Apple ha violato uno dei brevetti di Masimo importando e vendendo i prodotti legati alla tecnologia del sensore SpO2.
Per chi non lo sapesse, la sigla SpO2 sta ad indicare la saturazione dell’ossigeno nel sangue. Un parametro utile per individuare eventuali problemi di respirazione che è possibile monitorare con smartwatch e smartband di ultima generazione.
Fra questi troviamo anche Apple Watch, che, a partire dalla serie 6, ha lanciato prodotti dotati di un pulsossimetro per tenere sotto controllo la qualità del proprio respiro.
Apple Watch Series 6
“Siamo rispettosamente in disaccordo con la decisione odierna e attendiamo con ansia una revisione completa da parte della Commissione”, ha dichiarato Apple in un comunicato.
L’opinione di 9to5Mac
Secondo 9to5Mac si tratta di un caso difficile da risolvere. Ritiene che sia chiaro che Apple abbia avuto accesso a molti segreti commerciali di Masimo e che è un dato di fatto che l’azienda di Cupertino abbia sottratto diversi dipendenti.
Sempre secondo 9to5Mac, la pulsossimetria è una tecnologia molto vecchia, utilizzata negli ospedali da decenni. Solitamente questa si basa su un emettitore e un sensore che si trovano ai lati opposti di un dito o del lobo dell’orecchio.
L’eliminazione di questa necessità rappresenta uno sviluppo significativo, senza il quale la funzionalità O2 dell’Apple Watch Series 6 e dei successivi non sarebbe stata possibile. Determinare se Apple abbia o meno sviluppato questa tecnologia in modo indipendente non sarà un compito banale.
Conclusione:
La Commissione per il commercio internazionale (ITC) valuterà ora se implementare un divieto di importazione sui modelli Apple Watch che includono la funzione di monitoraggio dell’ossigeno nel sangue, vietandone la vendita negli Stati Uniti.
La decisione finale sarà presa entro il 10 maggio.
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Laureata in Mediazione Linguistica per le lingue inglese e spagnolo, attualmente lavora come copywriter presso s-mart.biz, società leader nella sicurezza informatica.
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