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Verso il 6G: le onde radio sapranno dove sei con una precisione del 100% senza fotocamere o sensori speciali

Verso il 6G: le onde radio sapranno dove sei con una precisione del 100% senza fotocamere o sensori speciali

20 Agosto 2026 15:56
In sintesi

Un team del Karlsruhe Institute of Technology ha sviluppato una tecnologia capace di identificare le persone analizzando i segnali Wi-Fi emessi dai dispositivi di rete standard. L'esperimento ha raggiunto una precisione prossima al 100%, evidenziando nuove opportunità per il 6G ma anche importanti rischi per la privacy e la sorveglianza invisibile.

Gli scienziati del KASTEL Institute del Karlsruhe Institute of Technology hanno proposto un sistema per identificare le persone analizzando i segnali Wi-Fi. Un esperimento che ha coinvolto 197 volontari ha mostrato una precisione quasi del 100% della tecnologia, indipendentemente dall’angolazione in cui si trova una persona e dal fatto che si muova o meno.

La tecnologia si basa sui segnali di feedback che i dispositivi client connessi alla rete Wi-Fi inviano al router.

Queste informazioni vengono trasmesse senza crittografia, il che significa che chiunque all’interno dell’area di copertura della rete può intercettarle e leggerle. Analizzando questi segnali radio nel tempo, gli scienziati hanno imparato a ricostruire immagini di persone da diverse prospettive all’interno di una stanza. Non è necessaria alcuna attrezzatura speciale: sono sufficienti dispositivi Wi-Fi standard non modificati.

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“Osservando la propagazione delle onde radio, possiamo creare un’immagine dell’ambiente circostante e delle persone presenti. Funziona in modo simile a una fotocamera convenzionale, l’unica differenza è che nel nostro caso per l’identificazione non viene utilizzata la luce, ma le normali onde radio”, ha spiegato il professor Thorsten Strufe.

Perché il sistema funzioni, non è necessario che una persona abbia uno smartphone, uno smartwatch o qualsiasi altro dispositivo con Wi-Fi; Se esiste un dispositivo del genere, disattivarlo non servirà a nulla: saranno sufficienti i segnali degli altri.

Le reti wireless sono onnipresenti, presenti nelle case, negli uffici, nei ristoranti, nei bar e in altri luoghi pubblici, il che rappresenta una minaccia per la privacy.

Per risolvere questo problema, i servizi di intelligence e i criminali informatici tradizionalmente si collegano a sistemi di videosorveglianza e telecamere su videocitofoni, ma le reti wireless hanno un vantaggio importante: sono invisibili e non destano sospetti.

Per proteggere le persone dalla sorveglianza, i ricercatori propongono di implementare la protezione della privacy nella tecnologia stessa in base allo standard; in particolare, è attualmente in fase di sviluppo una versione di IEEE 802.11bf.

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Ricordiamo che il 6G consentirà di effettuare questo genere di rilevazioni grazie alla tecnologia ISACo rilevamento e comunicazione integrati. L’approccio combina comunicazioni e rilevamento radar in un unico sistema. Uno smartphone, una stazione radio base o un altro dispositivo con un modulo radio sarà in grado di scambiare dati e analizzare contemporaneamente i segnali riflessi dagli oggetti circostanti.


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Carolina Vivianti 300x300
Carolina Vivianti è consulente/Advisor autonomo in sicurezza informatica con esperienza nel settore tech e security. Ha lavorato come Security Advisor per Ford EU/Ford Motor Company e Vodafone e ha studi presso la Sapienza Università di Roma.
Aree di competenza: Cybersecurity, IT Risk Management, Security Advisory, Threat Analysis, Data Protection, Cloud Security, Compliance & Governance