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Voglio Tutto! ChatGPT pronto a diventare un sistema operativo

Voglio Tutto! ChatGPT pronto a diventare un sistema operativo

10 Ottobre 2025 07:21

Quando Nick Turley è entrato a far parte di OpenAI nel 2022 per guidare il team di ChatGPT, gli è stato affidato il compito di trasformare la ricerca aziendale in un prodotto commerciale. Ha portato a termine questa missione in modo straordinario: oggi ChatGPT conta circa 800 milioni di utenti attivi settimanali. Ora Turley è pronto per il passo successivo: trasformare ChatGPT in un nuovo sistema operativo, completo di app di terze parti.

Alla conferenza degli sviluppatori OpenAI di San Francisco, Turley ha spiegato di essere stato ispirato dall’idea dei browser web. Negli ultimi anni, i browser sono diventati una sorta di sistema operativo: non in senso letterale, come macOS o Windows, ma come ambiente di lavoro primario, grazie a una moltitudine di applicazioni web. Turley ritiene che ChatGPT potrebbe svilupparsi lungo un percorso simile, diventando una piattaforma universale che cambia il modo in cui le persone interagiscono con il software.

Si vocifera che OpenAI stia sviluppando anche un proprio browser. Turley non conferma né smentisce questa ipotesi, ma riconosce che “i browser rappresentano un’area molto interessante”. Inoltre, l’azienda sta collaborando con Jony Ive ed ex designer Apple per creare una famiglia di dispositivi. Nel complesso, questi potrebbero costituire il nucleo dell’ecosistema consumer di OpenAI, con la piattaforma ChatGPT al centro.

L’azienda ha già tentato in passato di trasformare ChatGPT in una piattaforma. Nel 2023, sono stati lanciati i plugin e il GPT Store, un “app store di intelligenza artificiale”, ma questi progetti non sono riusciti a ottenere un’adozione diffusa. Ora, OpenAI sta facendo un secondo tentativo, e sembra avere una strategia più articolata.

Il concept di queste app è strettamente legato alla volontà dell’azienda di trasformare ChatGPT in una piattaforma di e-commerce. L’integrazione con servizi come Expedia, DoorDash e Uber consentirà agli utenti di effettuare ordini direttamente dalla chat e OpenAI riceverà una percentuale sulle transazioni. Per i partner, questo rappresenta un nuovo canale di business e per OpenAI è un modo per rafforzare l’ecosistema attorno al suo prodotto.

Questo modello rende ChatGPT anche una piattaforma interessante per gli sviluppatori. Le terze parti potranno raggiungere centinaia di milioni di persone direttamente durante le loro conversazioni quotidiane. Le app saranno integrate nell’interfaccia di ChatGPT, anziché essere widget indipendenti, e consentiranno la creazione di esperienze molto più interattive rispetto ai semplici “chatbot con accesso ai dati aziendali”.

Tuttavia, trasformare ChatGPT in un sistema operativo presenta anche sfide complesse. Una di queste è come decidere quali app mostrare per prime agli utenti. Secondo Turley, OpenAI non esclude la possibilità di promuovere app a pagamento, ma sta cercando modi per farlo senza compromettere l’esperienza utente.

Un altro aspetto importante è la privacy dei dati. Secondo le linee guida pubblicate da OpenAI, gli sviluppatori sono tenuti a raccogliere “solo il minimo necessario di informazioni”, ma non è chiaro come ciò verrà implementato nella pratica. Turley ha affermato che l’azienda sta esplorando l’idea di una “memoria partizionata” in ChatGPT, che consentirebbe agli utenti di ottimizzare l’accesso dell’app a diversi tipi di dati, ad esempio condividendo le preferenze musicali ma non le conversazioni personali sulla salute.

Turley ha anche sottolineato che ChatGPT è un “veicolo di distribuzione” per la missione di OpenAI: sviluppare e diffondere l’intelligenza artificiale generale (AGI) a beneficio dell’umanità. Alcuni ricercatori temono che la commercializzazione dell’azienda possa distrarla da questo obiettivo. Ma secondo Turley, è vero il contrario: è attraverso ChatGPT che OpenAI sarà in grado di portare i progressi dell’AGI alle persone.

“Se si considera come 800 milioni di persone usano ChatGPT ogni settimana, è chiaro che il prodotto li aiuta a raggiungere i loro obiettivi”, afferma. “Una persona ha imparato a programmare a 89 anni, altri aiutano i bambini autistici a sviluppare le competenze sociali e alcuni imparano le lingue straniere. Questa è la nostra missione.”

Sottolinea che non considera le aziende di consumo semplicemente una fonte di finanziamento per la ricerca: “Non è un modo per fare soldi, è un modo per esprimere la nostra missione”.

OpenAI sta quindi trasformando ChatGPT non solo in uno strumento di comunicazione, ma nella base di un nuovo ambiente digitale: una piattaforma in cui utenti e sviluppatori possono interagire, imparare, creare e acquistare. Turley riconosce che la strada per raggiungere questo obiettivo sarà lunga, ma è convinto che sia da questi passi che nasce il futuro del mondo del software.

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Luca Vinciguerra 300x300
Machine Learning Engineer specializzato nel Natural Language Processing. Appassionato di Intelligenza Artificiale, Coding e tecnologia in generale. Aspetta l'avvento di Skynet.
Aree di competenza: Artificial Intelligence Engineer, Machine Learning & Deep Learning Specialist, Python Developer

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