Red Hot Cyber
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza. La vera forza della cybersecurity risiede nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Condividi la tua difesa. Incoraggia l'eccellenza.
La vera forza della cybersecurity risiede
nell'effetto moltiplicatore della conoscenza.
Vulnerabilità critica in HPE OneView. Il CISA lancia l’allarme: Patchate!

Vulnerabilità critica in HPE OneView. Il CISA lancia l’allarme: Patchate!

9 Gennaio 2026 15:30

La Cybersecurity and Infrastructure Security Agency ( CISA) degli Stati Uniti D’America, ha lanciato l’allarme sullo sfruttamento attivo di una vulnerabilità critica in HPE OneView, un sistema di gestione delle infrastrutture IT di Hewlett Packard Enterprise.

Il problema è stato scoperto dal ricercatore di sicurezza vietnamita Nguyen Quoc Hanh (brocked200). HPE ha rilasciato le patch a metà dicembre, ma CISA conferma ora che alcuni sistemi rimangono vulnerabili e vengono sfruttati dagli aggressori.

HPE ha segnalato il 16 dicembre che la falla consente l’esecuzione di codice remoto senza autenticazione. Tuttavia, non esistono soluzioni temporanee per mitigare il rischio. L’unica protezione è l’aggiornamento di OneView alla versione 11.00 o successiva, disponibile tramite il centro download ufficiale di HPE.

OneView è utilizzato per l’amministrazione centralizzata di server, sistemi di storage e apparecchiature di rete. La vulnerabilità, identificata come CVE-2025-37164, ha il livello di gravità più elevato ed è già sfruttata dagli aggressori in attacchi reali.

La vulnerabilità CVE-2025-37164 interessa tutte le versioni di OneView fino alla 11.00 inclusa. La vulnerabilità consente a un aggressore remoto senza un account di eseguire codice arbitrario sul server. L’attacco richiede poca preparazione e si basa sull’iniezione di codice tramite interfacce di gestione.

In seguito alla conferma dello sfruttamento, il CISA ha aggiunto la vulnerabilità al suo catalogo di vulnerabilità di sicurezza attivamente sfruttate. In conformità con il BOD 22-01, le agenzie civili federali statunitensi sono tenute a correggerla entro tre settimane, entro il 28 gennaio. Sebbene il requisito si applichi formalmente solo alle agenzie governative, l‘agenzia raccomanda vivamente a tutte le organizzazioni, incluso il settore privato, di installare immediatamente le patch.

Il CISA sottolinea che tali vulnerabilità forniscono regolarmente facili punti di accesso per gli attacchi e rappresentano una seria minaccia per le grandi infrastrutture. Se non è possibile applicare patch, l’agenzia raccomanda di seguire scrupolosamente le raccomandazioni del fornitore per gli ambienti cloud o di interrompere temporaneamente l’utilizzo del prodotto.

Questo non è il primo episodio allarmante per HPE negli ultimi tempi. A luglio, l’azienda aveva lanciato l’allarme sulle credenziali hard-coded nei punti di accesso Aruba Instant On che consentivano di bypassare l’autenticazione. Un mese prima, HPE aveva corretto otto vulnerabilità nel suo sistema di backup StoreOnce, tra cui diverse falle che potevano consentire l’esecuzione di codice remoto e un bypass critico della sicurezza.

Ti è piaciuto questo articolo? Ne stiamo discutendo nella nostra Community su LinkedIn, Facebook e Instagram. Seguici anche su Google News, per ricevere aggiornamenti quotidiani sulla sicurezza informatica o Scrivici se desideri segnalarci notizie, approfondimenti o contributi da pubblicare.

Agostino Pellegrino 300x300
E’ un libero professionista, insegnante e perito di informatica Forense, Cyber Security ed Ethical Hacking e Network Management. Ha collaborato con importanti istituti di formazione a livello internazionale e ha esercitato teaching e tutorship in tecniche avanzate di Offensive Security per la NATO ottenendo importanti riconoscimenti dal Governo degli Stati Uniti. Il suo motto è “Studio. Sempre”.
Aree di competenza: Cybersecurity architecture, Threat intelligence, Digital forensics, Offensive security, Incident response & SOAR, Malware analysis, Compliance & frameworks

Articoli in evidenza

Immagine del sitoCyber News
Ivanti corre ai ripari: falle zero-day colpiscono l’Endpoint Manager Mobile
Redazione RHC - 30/01/2026

Ivanti ha rilasciato una serie di aggiornamenti critici per arginare due vulnerabilità di sicurezza che hanno colpito Ivanti Endpoint Manager Mobile (EPMM). Si tratta di falle sfruttate attivamente in attacchi zero-day, una criticità tale da…

Immagine del sitoCultura
Elk Cloner: Il primo virus informatico della storia nacque come uno scherzo
Silvia Felici - 30/01/2026

Alla fine degli anni 90, Internet era ancora piccolo, lento e per pochi. In quel periodo, essere “smanettoni” significava avere una conoscenza tecnica che sembrava quasi magia agli occhi degli altri. Non era raro che…

Immagine del sitoCultura
Oggi nasceva Douglas Engelbart: l’uomo che ha visto e inventato il futuro digitale
Massimiliano Brolli - 30/01/2026

Certe volte, pensandoci bene, uno si chiede come facciamo a dare per scontato il mondo che ci circonda. Tipo, clicchiamo, scorriamo, digitiamo, e tutto sembra così naturale, quasi fosse sempre stato qui. E invece no,…

Immagine del sitoInnovazione
L’IA non chiede il permesso: sta riscrivendo le regole in fretta e probabilmente male
Massimiliano Brolli - 29/01/2026

L’intelligenza artificiale è entrata nel lavoro senza bussare. Non come una rivoluzione urlata, ma come una presenza costante, quasi banale a forza di ripetersi. Ha cambiato il modo in cui le persone lavorano, sì, ma…

Immagine del sitoCybercrime
Attenzione al “I am not a robot”: la trappola malware che usa Google Calendar
Bajram Zeqiri - 29/01/2026

Una nuova minaccia si aggira, usando la nostra più grande debolezza: l’abitudine. Quante volte, infatti, capita di ritrovarsi a cliccare su caselle di verifica senza pensarci due volte? Ora, pare che i malintenzionati abbiano creato…