USi tratta della falla di sicurezza, identificata come CVE-2021-26829 con un punteggio CVSS di 5,4, interessa le versioni del software su Windows e Linux, a causa di una vulnerabilità di cross-site scripting (XSS) nella pagina system_settings.shtm.
Poco più di un mese dopo la segnalazione di Forescout riguardo alla scoperta di un gruppo di hacktivisti filo-russi, noto come TwoNet, che aveva preso di mira il suo honeypot nel settembre 2025, scambiandolo per un impianto di trattamento delle acque, il difetto di sicurezza è stato aggiunto al catalogo KEV.
Advertising
Le versioni interessate comprendono:
OpenPLC ScadaBR fino alla versione 1.12.4 su Windows
OpenPLC ScadaBR fino alla versione 0.9.1 su Linux
“L’aggressore non ha tentato di escalare i privilegi o di sfruttare l’host sottostante, concentrandosi esclusivamente sul livello dell’applicazione web dell’HMI”, ha affermato Forescout.
Come riportano i ricercatori, il gruppo TwoNet ha iniziato le sue operazioni su Telegram all’inizio di gennaio, concentrandosi inizialmente sugli attacchi DDoS (Distributed Denial of Service), prima di passare a una serie più ampia di attività, tra cui il targeting di sistemi industriali, il doxxing e offerte commerciali come il ransomware-as-a-service (RaaS), l’hack-for-hire e l’intermediazione di accesso iniziale.
Il processo di distribuzione dell’impianto esca ha rivelato che l’autore dell’attacco ha impiegato circa 26 ore per passare dalla fase di accesso iniziale a quella di azione dirompente. In questo lasso di tempo, ha sfruttato credenziali predefinite per guadagnare l’accesso iniziale al sistema. Successivamente, ha condotto attività di ricognizione e instaurato la persistenza, tra le altre azioni, creando un nuovo account utente di nome “BARLATI“.
I malfattori hanno sfruttato la vulnerabilità CVE-2021-26829 per alterare la descrizione della pagina di accesso dell’HMI e visualizzare un messaggio pop-up “Hacked by Barlati”, inoltre hanno modificato le impostazioni di sistema in modo da disabilitare i registri e gli allarmi, senza rendersi conto di stare violando un sistema honeypot.
Advertising
Si è scoperto che i tentativi di sfruttamento provengono dall’infrastruttura Google Cloud con sede negli Stati Uniti, il che dimostra come i malintenzionati stiano utilizzando come armi i servizi Internet legittimi per eludere il rilevamento e confondersi con il normale traffico di rete.
“Abbiamo osservato circa 1.400 tentativi di exploit che hanno interessato più di 200 CVE collegati a questa infrastruttura”,ha affermato Jacob Baines, CTO di VulnCheck . “Sebbene la maggior parte dell’attività assomigliasse ai template standard di Nuclei, le scelte di hosting, i payload e il targeting regionale dell’aggressore non erano in linea con il tipico utilizzo di OAST.”
📢 Resta aggiornatoTi è piaciuto questo articolo? Rimani sempre informato seguendoci su Google Discover (scorri in basso e clicca segui) e su 🔔 Google News. Ne stiamo anche discutendo sui nostri social: 💼 LinkedIn, 📘 Facebook e 📸 Instagram. Hai una notizia o un approfondimento da segnalarci? ✉️ Scrivici
Responsabile del RED Team di una grande azienda di Telecomunicazioni e dei laboratori di sicurezza informatica in ambito 4G/5G. Ha rivestito incarichi manageriali che vanno dal ICT Risk Management all’ingegneria del software alla docenza in master universitari.
Aree di competenza:Bug Hunting, Red Team, Cyber Threat Intelligence, Cyber Warfare e Geopolitica, Divulgazione
Dopo il successo delle scorse edizioni, Red Hot Cyber è lieta di annunciare una nuova live-class del corso "Dark Web & Cyber Threat Intelligence". A differenza dei corsi e-learning pre-registrati, queste lezioni online in tempo reale, condotte dal professor Pietro Melillo, offrono un’esperienza formativa interattiva e coinvolgente, ideale per approfondire i contenuti e affrontare casi pratici.
Le Live Class sono progettate per garantire un apprendimento mirato e personalizzato, con un massimo di 14 partecipanti per sessione. Questo consente di adattare il percorso formativo alle esigenze specifiche, ma anche di mantenere alta la qualità: i posti sono limitati e nelle scorse edizioni sono andati in sold-out due settimane prima dell’inizio. Prenota subito per assicurarti il tuo posto!
Docente: Pietro Melillo, PhD presso l’Università del Sannio e docente presso IUSI University
Livello: Intermedio
Durata: 15 ore in Live Class con docente dal vivo
Prerequisiti: Navigazione Internet e conoscenze base di sicurezza informatica
Certificazione : Cyber Threat Intelligence Professional (CTIP) previo superamento dell’esame finale
Opportunità post-corso: Accesso al laboratorio operativo DarkLab per attività pratiche di intelligence
Al termine del corso, potrai accedere all’esclusivo Laboratorio di Intelligence DarkLab, un ambiente operativo dove mettere in pratica le competenze acquisite. Sarà l’occasione per sperimentare attività di investigazione nel Dark Web, analisi delle minacce e redazione di report di intelligence e ricerche approfondite.